Sfilano per Jacquemus anche la Casta e le sorelle Hadid e accanto la capsule di Colmar
Sfilano per Jacquemus anche la Casta e le sorelle Hadid e accanto la capsule di Colmar

Parigi, 20 gennaio 2020 - «La stratificazione dei capi e delle forme è il mio stile. In questa collezione per il prossimo inverno mi sono ispirato per le stampe dalle foglie per terra alle nuvole in cielo! E sono felice e onorato della collaborazione e della capsule speciale che ho disegnato per Colmar A.G.E." racconta un rilassato Yosuke Aizawa, 42 anni da Tokyo, stilista bravo quanto visionario del suo brand che ha battezzato White Mountaineering per il suo amore per le montagne e la passione per lo snowboard. Logico che lo stilista che in questo momento è tra i più ammirati e seguiti nel panorama della moda internazionale, che sfila alla settimana della moda maschile a Parigi che prelude all’alta moda che comincia oggi con Schiaparelli e Dior, avesse ammirazione per Colmar che da sempre veste lo sci e l’inverno, e dunque abbia subito accettato l’invito per questa felice collaborazione da parte di Giulio Colombo amministratore delegato di Manifattura Mario Colombo SpA.

Secondo step per il progetto Colmar A.G.E. con Aizawa che va a Monza nelle sede dell’azienda e consulta gli archivi, confrontando idee e creatività col team interno: ed ecco i sei pezzi in sfilata, essenziali e puri, con parka multitasche a stampa di nuvole inchiostrate e inserti grigi piombo e perla, punte su rosa e turchese che non ti aspetti nei piumini color cioccolata, il logo Colmar che si abbina a quello di White Mountaineering con classe e discrezione.

Lo stile di Yosuke Aizawa che ha disegnato la collezione White Mountaineering con Colmar

«L’industria italiana piace molto a noi giapponesi - spiega Yosuke Aizawa - perché ci accomuna l’amore per il bello e la concretezza. Prima di lanciare il mio brand ho lavorato sei anni da Comme des Garcon e poi da Watanabe, poi 14 anni fa la decisione di mettermi in proprio. Mi ha portato fortuna e fatto conoscere internazionalmente la sfilata a Pitti Uomo nel 2016, è stata il mio trampolino. Mi sono trovato molto bene a lavorare con Colmar perché ci piace la qualità. Penso che la sostenibilità sia fare capi che durano nel tempo". Il collante tra stilista e azienda che ha lo sci nel Dna è stato lo sport che "è vicino alla vita quotidiana" conclude Yosuke.

Dal Giappone arriva a Parigi, per chiudere la settimana di moda maschile che ha visto in pista anche colossi come Dior Homme, Louis Vuitton, Balmain, Valentino, Yamamoto, Givenchy, Berluti, il marchio stra-cult Sacai disegnato dalla bravissima Chitose Abe che vende nelle boutique più esclusive del mondo la sua moda intellettuale ed alta, fatta di forme over e anche per lei di stratificazioni: sfilata lei e lui, con ricerca ossessiva di materiali naturali che si sposano con grazia a quelli tecnici.

Sempre maschile e femminile da Jacquemus, marchio disegnato dal trentenne Simon Porte Jacquemus nato in Provenza e amante della natura come pochi. In un pugno di stagioni questo ragazzo ha fatto boom tanto che per lui ha aperto il defilè nell’Arena de la Defence addirittura Laetitia Casta e poi in mezzo ai modelli hanno brillato anche Gigi e Bella Hadid. Irriverente il giovanotto che veste Jacquemus e che porta i pantaloni larghi e sciolti mezzi sbottonati a mostrare pudicament e mutande di tessuto di cotone che trattengono la camicia over, cappotti larghi di lane grosse antifreddo, giacche che ricordano la scioltezza e la libertà di quelle anni Ottanta di Armani.

Simon Porte adora gli anni Ottanta e si ispira con gli abiti per lei assolutamente glam, corti sugli stivaloni sexy, lunghi e sinuosi anche se in cotone color nude abbaglianti se indossati da un portento di bellezza come Gigi Hadid che per sensualità e seduzione fa ricordare le supertop di quegli anni con una falcata che ricorda molto quella di Naomi Campbell.