Salvatore Ferragamo (Archivio foto Locchi)
Salvatore Ferragamo (Archivio foto Locchi)

Firenze, 28 luglio 2020 - Ritorno al mondo del cinema, là dove tutto è cominciato ad Hollywood, con la favolosa storia di Salvatore Ferragamo, per tutti il Calzolaio dei Sogni, dal titolo della sua autobiografia pubblicata a Londra nel 1957 e a Firenze da Sansoni nel 1958, che racconta tutta una vita di ingegno, coraggio e fantasia. Perché Luca Guadagnino ha girato un docufilm su Ferragamo che verrà presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e che si intitola proprio “Salvatore, Shoemaker of Dreams".

“Questo è il lavoro di tutta la mia vita: imparare a fare scarpe perfette, rifiutando di mettere il mio nome su quelle che non lo sono. Quindi, per favore, al di là della storia del ragazzino scalzo e ignorante che è diventato un celebre calzolaio, concentrate la vostra attenzione sul piacere che deriva dal camminare bene”. È con questa frase, scritta di suo pugno, che si chiude la prefazione dell’autobiografia di Salvatore Ferragamo che scompare nell'agosto 1960, precursore di una creatività mai superata e tuttora contemporanea, che legò involontariamente la sua storia al mondo del cinema.

Ed è proprio al cinema che approda oggi questo fiabesco racconto, la narrazione autobiografica diventa un lungometraggio documentario diretto da Luca Guadagnino e presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. “È con grande emozione - dice Ferruccio Ferragamo, presidente della maison fiorentina che ha sede nell'antico Palazzo Spini Feroni acquistato da Salvatore nel 1927 quando decise di tornare in Italia e si stabilì a Firenze culla dell'artigianato - che abbiamo appreso la notizia che il film sulla vita di mio padre sarà presentato al prossimo Festival di Venezia. È un onore per me e per la mia famiglia tutta che un autore come Luca Guadagnino si sia appassionato alla nostra storia familiare trasformandola in un racconto per il grande schermo”.

Un’opera che delinea non solo l’itinerario artistico di Ferragamo, ma anche il suo percorso umano, attraverso due mondi che s’intrecciano fortemente: l’Italia e l’America. Dalla Campania, terra d’origine nel paesino di Bonito, agli Stati Uniti. Da apprendista ciabattino a Napoli a proprietario dell’Hollywood Boot Shop in California. La scelta di tornare in Italia, vivere e lavorare a Firenze, l’artigianato e l’ascesa al successo imprenditoriale. Tutto questo in una sola vita ricca di genio e intuito anche a servizio delle difficoltà da affrontare.

Un progetto nato nel 2017, anno in cui Luca Guadagnino, ispirato dalla lettura dell’autobiografia del calzolaio e imprenditore italiano, ha contattato la famiglia Ferragamo che gli ha aperto le porte agli archivi del marchio e dato accesso a interviste, aneddoti, informazioni oltre alle ultime e preziose testimonianze di Wanda Miletti, moglie di Salvatore. Per tre anni la Fondazione e il Museo Salvatore Ferragamo hanno lavorato a fianco del regista e della sceneggiatrice Dana Thomas, mettendo a disposizione competenze e conoscenze diverse di carattere storico. Di grande importanza le registrazioni, restaurate per l’occasione, della voce di Salvatore che narra alcuni capitoli della sua autobiografia e le interviste radiofoniche rilasciate in Australia. "Cosa è il genio? Come nasce un sistema, che sia il cinema o la moda? E l'ossessione furiosa di una ricerca costante di idee e creazione come si sposa con la tradizione e i valori della famiglia? Salvatore Ferragamo (1898-1960), protagonista e testimone del XX secolo è la risposta a queste domande.