Giovedì 20 Giugno 2024
EVA DESIDERIO
Moda

Dior, ecco la collezione Fall 2023. Maria Grazia Chiuri: "Il mio sogno? Sfilare in India"

La direttrice artistica della maison di Avenue Montaigne e la scuola di ricamo a Mumbai, dove 450 donne lavorano e si emancipano grazie alla moda: "Ogni volta che vado da loro provo grandi emozioni"

La collezione Fall 2023 di Dior (Laura Sciacovelli)

La collezione Fall 2023 di Dior (Laura Sciacovelli)

Parigi, 16 dicembre 2022 - "Il mio sogno? Presentare presto una sfilata Dior in India", dice Maria Grazia Chiuri, direttrice artistica della maison di Avenue Montaigne che è uno dei gioielli più belli del Gruppo LVMH, presentando nel suo studio di Parigi la collezione Fall 2023. Un progetto stilistico molto importante che vuole da parte delle stilista rendere omaggio a quel Paese "così importante per la mia realizzazione creativa".

In India già nel 1962 sfilò con Dior Marc Bohan, a Delhi e a Bombay: Bohan, come raccontano le foto dell'archivio Dior, è stato lo stilista che ha guidato la maison dal 1961 e per 28 anni (nato nel 1926 e ancora in vita) e con quei due defilè benefici approcciava per la prima volta le signore di quelle città indiane e le giovanissime che si presentarono tutte in sari, avviando rapporti tra Francia e India che poi anche nella moda si consolideranno.

Ora Madame Chiuri torna col pensiero a quel debutto di Bohan e sogna la possibilità di poter replicare con una sfilata tutta sua. "Sono trent'anni che ho rapporti con i ricami indiani degli atelier Chanakya e della Chanakya School of Craft a Mumbai e la collaborazione e l'amicizia con Karishma Swali che negli ultimi sei anni, da quando sono da Dior, è diventato ancora più stretto - dice Maria Grazia - e attraverso il ricamo ora è nata una scuola e un'azienda tutta al femminile per l’elevazione sociale delle donne".

La collezione Fall 2023 di Dior (Laura Sciacovelli)
La collezione Fall 2023 di Dior (Laura Sciacovelli)

Luogo di confronto, studio, emancipazione per molte donne, laboratorio dove esplorare quelle diverse craftmanships su cui Chiuri riflette da tempo (come è già stato in Puglia e in Grecia) facendo suo lo spirito visionario dello stilista fondatore della Maison. Oggi per la Fall 2023 Madame Chiuri usa palette di colori e materiali che mettono in mostra le influenze comuni condivise con Karishma, e lavora sulle forme di un modo di vestire che è rimasto intatto nel tempo e che le permette di perimetrare quelle fogge assolute a lei congeniali. Una sequenza color block lucida nelle sete – dai verdi, ai gialli, ai rosa, ai viola – è plasmata nelle forme, à-la-Bohan, di opera coat più stilizzati, di gonne dritte ispirate al sari e alle fogge tradizionali indiane, e poi nei pantaloni, nei piccoli boleri, nelle giacche, nei copriseno legati a intreccio sulla schiena: sorta di genealogie vestimentarie definite da diverse culture e patrimoni sartoriali. I ricami sono protagonisti in tutta la collezione, e diventano materia di confronto e di scambio culturale tra Dior e i suoi atelier e i laboratori di Chanakya, come un patrimonio femminile inestimabile.

La collezione Fall 2023 di Dior (Laura Sciacovelli)
La collezione Fall 2023 di Dior (Laura Sciacovelli)

Le linee di questa Fall 2023 sono allungate, nell’ispirazione delle pieghe del sari, e vanno nel segno della semplificazione dell’abito concetto intorno al quale lavora con certezza Maria Grazia. "Servono costruzione semplici e contemporanee - spiega la stilista romana che ha conquistato Parigi e fatto balzare in alto le vendite di Dior -. Meno corsetti e più elementi a fascia, molto giovani ed essenziricordano lo stile Coromandel e il ramage floreale che piaceva a Bohan. I colori sono quelli indiani per eccellenza, i rosa, i gialli, i viola, e Maria Grazia Chiuri coniuga spiriti e disegni locali tra scimmie e pavoni anche nella toile de Jouy,sua grande passione sempre aggiornata. E su ogni disegno si innesta il ricamo prezioso.

"Per troppo tempo l'India è stata vista solo come un Paese in cui si produce a basso costo - riflette - senza considerare la loro cultura produttiva. Finora tutti i ricamatori erano uomini, ora con noi nella scuola che sosteniamo ci sono 450 donne che da tre anni imparano e lavorano, arrivando da varie regioni, donne di tutte le età e religioni, ricevono un compenso e hanno l'assicurazione sanitaria per loro e i loro figli. E io ogni volta che vado da loro provo grandi emozioni". Alle ragazze al ricamo si insegna l’inglese, si dà un bello spazio per lavorare, la moda così le emancipa. "Io vivo l'India come un paese di giovani, pieno di magia", che sfata il racconto dei bambini che ricamano. "Non è possibile che i bambini lavorino, ci vogliono venti anni per imparare a ricamare!". "Il mio sogno sarebbe sfilare a Bombay, poi mi piacerebbe una passerella in Messico e infine una per Dior a Roma. E poi posso andare in pensione", sorride e scherza con simpatia Maria Grazia Chiuri.