Tempesta di neve (Ansa)
Tempesta di neve (Ansa)

Roma, 29 dicembre 2018 - Uno 'spettro' si aggira in questi giorni sulla maggior parte dei siti di previsioni meteo. Già solo a leggerlo, incute un po' di timore. E' lo Stratwarming 2019, un fenomeno atmosferico eccezionale che può avere - segnalano gli esperti - anche notevoli conseguenze in Italia. "Già nei primi 10 giorni del 2019 - dice infatti ilMeteo.it - si verificherà alle medie latitudini un periodo molto freddo e dinamico". Guida allo Stratwarming e alle diverse posizioni degli esperti sul tema. 

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COS'È - In meteorologia lo Stratwarming è un riscaldamento rapido e anomalo della stratosfera, ossia il secondo dei cinque strati in cui è suddivisa l'atmosfera (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera e esosfera). Si tratta, spiegano gli esperti del sito, di flussi di calore che si verificano a una quota di circa 30 km sopra il Polo Nord e che poi si propagano anche alle quote più basse, condizionando il comportamento del Vortice Polare, responsabile delle discese di aria fredda verso le medie latitudini. Le cause di tutto ciò sono ancora poco chiare nella comunità scientifica.  

CONSEGUENZE PER L'ITALIA - I flussi di calore che si verificano con lo Stratwarming sono all'origine - segnalano gli esperti - delle più intense ondate di gelo e freddo che hanno investito l'Europa e anche l'Italia. Per esempio, quella del gennaio 1985, quando in molte città del Centro-Nord le temperature scesero oltre i -15°C. E adesso - dice ilMeteo.it -  questo fenomeno sembra potersi ripresentare. In questi giorni, infatti, sopra il Polo Nord si starebbe verificando uno dei più forti riscaldamenti della stratosfera degli ultimi 30 anni: gli esperti de ilMeteo.it segnalano che si è passati dai -75°C ai +12°C, con un repentino aumento delle temperature di quasi 90°C. Questi flussi caldi poi scendendo alle quote più basse potrebbero condizionare il comportamento del Vortice Polare e determinare la discesa di aria fredda. 

FESTA DELLA BEFANA, "ARRIVANO FREDDO E NEVE" - Per questo motivo, sempre secondo ilMeteo.it, già nei primi 10 giorni del 2019 si potrà verificare in Italia un periodo molto freddo e dinamico alle medie latitudini. Ecco perché le previsioni parlano di "neve in pianura prima della Befana". In particolare, Antonio Sanò, direttore de ilMeteo.it, avverte che a partire da giovedì 3 gennaio 2019 potrebbe verificarsi un crollo termico di 10-15°C e conseguenti giornate freddissime e nevicate in pianura e sulle coste, specie al Nord. Al momento non si hanno conferme e dati certi: per avere ulteriori informazioni si consiglia di rimanere aggiornati sulle prossime previsioni meteo. 

MA NON E' SEMPRE COSI' - Tuttavia non tutti gli stratwarming portano conseguenze. Come spiega 3bmeteo.it, questo dipende da quanta comunicazione c'è tra la stratosfera e la troposfera e dall'effetto 'rimbalzo' della prima sulla seconda. E' vero infatti che alcune ondate di gelo in Europa sono state causate dallo SSW (1929, 1963, 1985), ma lo stesso non si può dire per l'ondata di gelo del 1956.
E proprio 3bmeteo.it suggerisce incertezza. I principali modelli numerici (quello americano americano GFS e quello ECMWF) sono in contrasto e suggeriscono evoluzioni completamente diverse in avvio del nuovo anno. Nel primo caso l'Europa sarebbe raggiunta da aria mite oceanica con venti tempestosi sul Centro Nord Europa, secondo un andamento zonale; nel secondo invece molti Stati dell'Europa centro orientale sperimenterebbero i rigori dell'inverno, compresa l'Italia, che quindi vivrebbe una prima fase pienamente invernale a ridosso dell'Epifania.