di Luca Bonacini

Iniziato al vino nell’enoteca del papà Marco al Passo del Brennero, a pochi metri dal confine austriaco, Eros Teboni ha compiuto la sua formazione tra Austria e Italia, prima di laurearsi nel 2018 sommelier campione del mondo WSA. Nato a Vipiteno nel 1990, ha studiato viticultura ed enologia all’Università di Trento, nel 2011 si è diplomato sommelier in Austria e nel 2015 ha conseguito i primi 2 livelli della Court of Master Sommelier ottenendo l’esclusivo Certified Sommelier. E ora racconta il mondo del vino in un’intensa attività didattica e consulenziale..

Come si diventa campione del mondo?

"Con impegno, sacrificio, studio, viaggiando e assaggiando tantissimo.Poi servono persone esperte che ti introducono al mondo del vino. Da dieci anni lavoro come sommelier e al concorso ho dedicato un anno intero di allenamento".

E oggi qual è il bilancio?

"Il rapporto con le cantine, gli hotel, i sommelier italiani ed esteri si è molto fortificato, nel 2020 ho portato a termine oltre 60 degustazioni. Punto a raggiungere i 100 eventi".

Su cosa stai lavorando ora?

Ho intensificato la collaborazione con la Taste Academy di Not Just Wine, un portale sul vino che organizza wine training con produttori e grandi firme del vino, realizzando corsi di approfondimento. E mi sto dedicando all’export: seleziono vini e cantine per i mercati tedesco, austriaco, danese, svedese, bulgaro e cecoslovacco".

I vini che assaggerai nel 2021?

"Mi piacerebbe dedicarmi ai vini mono parcellari, il meglio che le cantine possono produrre e in Alto Adige si trovano sotto

la denominazione ‘Vigna’".

Le cantine che visiterai?

"Mi concentrerò su realtà vitivinicole di pregio come Cantina Specogna in Friuli Venezia Giulia, per assaggiare le nuove annate delle parcelle mappali; Monteverro in Toscana, per sentire la monumentale riserva 2016; Caviola in Piemonte per la nuova riserva di Barolo 2013; Monterossa in Franciacorta per il Cabochon 2014 una bolla di finezza, nella quale sono riusciti ad estrapolare in un’unica annata l’essenza del Franciacorta".

Quale vino consigli di acquistare in Alto Adige, da conservare per qualche anno?

"Io metto via qualche bottiglia del Feldmarschall Von Fenner di Tiefenbrunner, un muller thurgau che cresce oltre i mille metri di altitudine, considerato tra i migliori bianchi d’Italia".

Il tuo libro?

"Parla anche di gastronomia ed è un viaggio in Alto Adige alla scoperta dei migliori vini di oltre 40 cantine".