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2 giu 2022

Quando Conrad scandì: la Russia non è Europa

L’autore di ’Lord Jim’ era nato nell’attuale Ucraina e avversava il potente vicino: "È dispotismo asiatico, nemico dei valori occidentali"

2 giu 2022
Joseph Conrad (1857-1924) nacque a Berdichev, oggi. Ucraina, figlio di nobili polacchi
Joseph Conrad (1857-1924) nacque a Berdichev, oggi. Ucraina, figlio di nobili polacchi
Joseph Conrad (1857-1924) nacque a Berdichev, oggi. Ucraina, figlio di nobili polacchi
Joseph Conrad (1857-1924) nacque a Berdichev, oggi. Ucraina, figlio di nobili polacchi
Joseph Conrad (1857-1924) nacque a Berdichev, oggi. Ucraina, figlio di nobili polacchi
Joseph Conrad (1857-1924) nacque a Berdichev, oggi. Ucraina, figlio di nobili polacchi

Cesare De Carlo Jozef Teodor Konrad Korzeniowski, questo era il vero nome. Era nato nel 1857 a Berdichev e aveva trascorso l’infanzia a Zhitomir, duecento chilometri a sudovest di Kiev. Gli invasori russi ci sono passati nella loro avanzata verso est accompagnati dalle maledizioni postume di questo personaggio. Non uno qualsiasi, una gloria della letteratura mondiale. Era Joseph Conrad nella versione inglese. Ma era ucraino, al pari di Gogol, Babel, Grossman e di altri celebri scrittori. Scrittori ucraini più che russi. O di origine ucraina: da Bulgakov agli stessi Puskin e Cechov, che pur non essendo nati da quelle parti in Ucraina trascorsero periodi significativi. Ma nessuno aveva per la Russia lo stesso disprezzo, il livore, l’odio manifestati da Conrad nei suoi romanzi, e confermati dalle atrocità commesse in questi mesi dalle truppe di occupazione. Ecco che cosa scrive in Autocrazia e guerra del 1905, lo stesso anno della disastrosa sconfitta russa contro il Giappone e del fallimento della prima rivoluzione russa: la Russia non è Europa, "è un dispotismo asiatico, implacabilmente nemico dei valori umani della civiltà occidentale". Ne L’agente segreto (1907) parla della "incontrollata, furiosa, deliberata disseminazione di milioni di criminali nell’Europa occidentale". In Sotto gli occhi dell’Occidente (1904) denuncia la "vera anima della Russia" che è un misto di "ipocrisia, violenza, distruzione demenziale, vocazione al tradimento" seguita dalla "sindrome dostoevskiana della vigliaccheria e dell’angoscia che anela all’assoluzione spirituale". Le sue rivoluzioni sono farse tragiche e crudeli "naufragate in un mare di sangue". E – da notare – quando scriveva mancavano tredici anni a quella rivoluzione di Ottobre che anche i comunisti di casa nostra esaltavano come un momento liberatorio dell’umanità dalla schiavitù del capitalismo. Quattro mesi prima dell’avvento dei bolscevichi al potere, Conrad definiva inaffidabile e inutile la partecipazione russa nella guerra contro la Germania. E quattro mesi dopo: "È ...

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