di Umberto Martuscelli

Qual è l’aspetto che contraddistingue lo sport equestre rispetto a tutte le altre discipline sportive esistenti al mondo? Presto detto: il cavallo. La presenza di un animale, quindi, in collaborazione con l’uomo. Anzi, meglio ancora: il fatto che l’atleta in questo caso sia composto da due elementi in egual misura fondamentali. Ecco perché in equitazione si parla di ‘binomio’ per intendere l’unione e la relazione tra cavallo e cavaliere.

Il cavallo dunque è fondamentale. L’ottimo cavaliere può infatti migliorare le prestazioni di un cavallo, ma non certo farlo essere ciò che non è. Ecco perché una delle attività principali di qualunque cavaliere impegnato in campo internazionale, parallelamente a quella agonistica, è la ricerca di cavalli con doti particolari: in prima persona o grazie ai propri sponsor o proprietari. I soggetti ai quali rivolgere le proprie attenzioni possono essere di due categorie: giovani e quindi da ‘costruire’, o maturi e già affermati. Quali i pro e i contro? I giovani costano meno ma non danno certezze sul proprio reale valore, i maturi offrono migliori garanzie ma il prezzo è di molto superiore. E se si considera che un soggetto dall’accertata competitività internazionale può costare diversi milioni di euro, si capisce bene di cosa stiamo parlando.

C’è un’altra via percorribile, farsi nascere i cavalli in casa. Allevarli, in poche parole. Certo servono competenza, conoscenza, disponibilità (non solo denaro, ma anche di spazi e strutture). Spesso si tratta di una vera e propria scommessa, che tuttavia qualcuno talvolta riesce a vincere. Fabio Brotto, per esempio, il cavaliere che quest’anno è salito sul terzo gradino del podio del Campionato d’Italia di salto ostacoli conquistando la medaglia di bronzo in sella a Vanità delle Roane. Il… cognome di Vanità indica per l’appunto l’allevamento della famiglia Brotto: Le Roane, impianto che si trova a Rosà (Vicenza). Lì è nata questa prodigiosa grigia figlia di Berlin, uno stallone che ha avuto una magnifica carriera internazionale montato dal cavaliere olandese Gerco Schroeder (medaglie mondiali e continentali), e che quest’anno è stata schierata anche nella formazione azzurra che ha preso parte al Campionato d’Europa a Riesenbeck (Germania). Non si tratta dell’unico prodotto di prestigio de Le Roane: oggi in gara con Fabio Brotto ci sono anche Doha e Vaniglia (entrambi ‘delle Roane’), mentre in passato Brotto ha partecipato ad appuntamenti di alto livello internazionale montando al tempo stesso New Zealand e Master Erg (Le Roane), senza contare che in sella a R-Gitana il cavaliere ha partecipato a due edizioni del Campionato del Mondo (però R-Gitana alle Roane è arrivata giovanissima puledrina: il suo ‘allevamento’ è comunque avvenuto lì).

Fabio Brotto ha 45 anni e ciò che lo contraddistingue nel panorama agonistico nazionale non è solo il fatto di montare cavalli nati in casa, ma anche l’essere un dilettante tra i professionisti: il suo… mestiere infatti è quello di guidare l’impresa di famiglia avviata dal padre Sante, vale a dire commercio e produzione di legname per le industrie. Un’attività fiorente e di grande successo alla quale Fabio Brotto dedica la più gran parte del suo tempo, riuscendo tuttavia – e con molti sacrifici – a ritagliarsi lo spazio per montare a cavallo con impegno e qualità di un vero professionista. La sua visione, del resto, è chiara: "Le cose in azienda funzionano bene, mi sono circondato di persone che nel tempo sono cresciute e che mi danno la possibilità di allentare un po’ la pressione. Negli ultimi anni abbiamo fatto un importante percorso di riorganizzazione interna perché io non voglio essere un imprenditore schiavo della sua azienda. Io ho la mia passione che sono i cavalli e lo sport, e la voglio mantenere al meglio fino a quando lo potrò fare dignitosamente". Il problema non si pone, dato che Fabio Brotto fa parte della squadra nazionale di salto ostacoli… Ciò che dimostra con eloquenza il potere delle passioni!