Stiamo riscaldando troppo le acque
Stiamo riscaldando troppo le acque
L'attività umana ha prodotto un surriscaldamento globale che in larghissima parte, per l'esattezza il 90%, è stato assorbito dagli oceani e dai mari. Una ricerca effettuata dall'Università di Oxford ha calcolato gli effetti dal 1871 a oggi, pubblicando le proprie conclusioni sul magazine Proceedings of the National Academy of Sciences. Partendo da questi dati, i giornalisti scientifici del Guardian hanno cercato un modo di rendere quei numeri comprensibili al grande pubblico, arrivando a sostenere che il calore assorbito dalle acque è pari a quello prodotto dall'esplosione di una bomba atomica ogni secondo.

RISCALDAMENTO DEGLI OCEANI = UNA BOMBA ATOMICA AL SECONDO

A proposito di questa affermazione, la professoressa Laure Zanna, prima firmataria della ricerca, ha dichiarato che "normalmente non facciamo questo tipo di calcoli perché li trovo spaventosi: di solito creiamo un parallelo fra il riscaldamento e l'energia utilizzata dagli umani, così che il paragone sia meno preoccupante. Ma ovviamente stiamo buttando una quantità assolutamente eccessiva di energia nel nostro sistema climatico e la gran parte viene assorbita dagli oceani: su questo non c'è alcun dubbio".

In termini scientifici, dal 1871 a oggi l'attività dell'uomo ha costretto gli oceani ad assorbire circa mille volte l'energia utilizzata in un anno dall'intera popolazione mondiale: ma le dimensioni del fenomeno, poste in questi termini, possono sfuggire.

Per questo i giornalisti del Guardian hanno fatto un po' di conti e stabilito che mille volte il consumo annuale dell'intero pianeta nel corso di 150 anni equivale all'energia sprigionata da una bomba atomica 1,5 volte più grande di quella sganciata su Hiroshima. E questo ogni secondo.

UNA BOMBA AL SECONDO È LA MEDIA, OGGI SONO DI PIÙ
Va da sé che l'impatto dell'attività umana non è stato uniforme negli ultimi 150 anni e che è diventato man mano più grande negli ultimi decenni. Tanto che oggi possiamo stimare un surriscaldamento degli oceani pari a 3-6 bombe atomiche al secondo. Proprio l'enormità di energia che stiamo riversando è alla base dell'innalzamento del livello delle acque e della formazione di uragani e tifoni sempre più potenti.

L'IMPORTANZA DELLA RICERCA
Al di là delle bombe atomiche, la ricerca dell'Università di Oxford è importante per due ragioni. La prima è che finora conoscevamo la quantità di calore assorbito solo a partire dal 1950, mentre oggi una serie di dati e di modelli matematici hanno consentito di tornare indietro fino al 1871.

Inoltre, gli algoritmi messi in campo dai ricercatori hanno consentito loro di studiare come si propaga il calore: mari e oceani non si riscaldano in modo uniforme, ma in base al funzionamento delle correnti che connettono tutto il globo. Capire come, ad esempio, una temperatura anomala nel punto A possa influenzare quella del punto B e capire anche in quanto tempo, è una risorsa fondamentale per cercare di affrontare la situazione vigente ed evitare per quanto possibile catastrofi umane e ambientali.


Leggi anche:
- I patrimoni dell'Unesco minacciati dai cambiamenti climatici
- Animali, gli straordinari video a 360° del National Geographic
- Viaggi: le mete di tendenza per i millennial nel 2019