Costo dell'energia nel 2021
Costo dell'energia nel 2021
La coperta è corta, cortissima. I margini a disposizione del governo per evitare agli italiani la stangata sulle bollette di luce e gas sono quasi inesistenti. È vero che, con il maxi-emendamento alla manovra economica, la dote a disposizione passerà da 2 a circa 2,8 miliardi di euro. Ma, secondo i calcoli, ne servirebbe almeno il doppio per fare fronte alla nuova impennata dei prezzi in arrivo nella prima parte del 2022, anche per effetto della maggiore domanda durante i mesi più freddi dell’anno. A Natale 158 euro a testa per i regali. Confcommercio: tagliare le tasse LA STANGATA ARRIVA PER POSTA Solo per avere un’idea della posta in gioco basta ricordare che, nella seconda metà dell’anno, secondo i calcoli dell’Autorità dell’Energia, il costo degli aumenti sulle bollette di...

La coperta è corta, cortissima. I margini a disposizione del governo per evitare agli italiani la stangata sulle bollette di luce e gas sono quasi inesistenti. È vero che, con il maxi-emendamento alla manovra economica, la dote a disposizione passerà da 2 a circa 2,8 miliardi di euro. Ma, secondo i calcoli, ne servirebbe almeno il doppio per fare fronte alla nuova impennata dei prezzi in arrivo nella prima parte del 2022, anche per effetto della maggiore domanda durante i mesi più freddi dell’anno.

A Natale 158 euro a testa per i regali. Confcommercio: tagliare le tasse

LA STANGATA ARRIVA PER POSTA

Solo per avere un’idea della posta in gioco basta ricordare che, nella seconda metà dell’anno, secondo i calcoli dell’Autorità dell’Energia, il costo degli aumenti sulle bollette di cittadini e imprese ha portato una spesa aggiuntiva di 40 miliardi di euro. Il Codancos, ad esempio, prevede un aggravio di 500 euro all’anno per una famiglia con due figli. La stima di Assoutenti sale fino a 1.300 euro calcolando anche le ricadute sui prezzi al dettaglio. Ma che cosa succederà, concretamente, nel 2022? Come saranno spesi i soldi stanziati in Finanziaria per venire incontro alle famiglie?

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COSA SERVE PER RICEVERE IL BONUS SOCIALE

Sicuramente la gran parte delle risorse sarà assorbita per rifinanziare il cosiddetto "bonus bollette", vale a dire lo "sconto" previsto dal governo per le famiglie economicamente svantaggiate. Attualmente la platea dei beneficiari è composta da circa 2,9 milioni di nuclei. Per ottenere il bonus occorre avere un reddito Isee non superiore a 8.265 euro, che sale fino a 20mila euro per un famiglia con 4 figli a carico. In alternativa, è sufficiente essere titolare di una pensione o di un reddito di cittadinanza. Già attualmente il costo a carica dello Stato è di 1,9 miliardi diviso, quasi fifty fifty, fra luce e gas.

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QUANTO PUÒ VALERE LO SCONTO

Lo sconto si attesta a 125 euro all’anno per una famiglia di 2 persone, a 148 con uno o due figli e fino a 173 euro per nuclei con più di 4 componenti. Con la nuova dote a disposizione dell’esecutivo si potrebbe ampliare la platea dei benificiari, ritoccando al rialzo le fasce Isee e favorendo così i redditi più bassi (fino a 10mila euro). Sono già al lavoro Ragioneria dello Stato, Autority dell’Energia e ministero dell’Economia per mettere a punto la nuova proposta alla luce dello stanziamento che sarà deciso in Finanziaria.

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A VOLTE RITORNANO GLI ONERI DI SISTEMA

Sul trimestre 2022 sta per abbattersi, però, non solo il nuovo aumento delle materie prime (fino al 40%) prevista dagli esperti. Ma anche il ritorno dei cosiddetti "oneri di sistema", vale a dire quelle voci in bolletta che finanziano servizi generali, dal trasporto dell’energia ai contatori fino alla manutenzione della rete. Non si tratta di una voce di poco conto. Secondo i consumatori pesa più o meno per il 20% sul costo complessivo delle nostre bollette della luce e del 4,3% per quelle del gas. Ad ottobre l’esecutivo stanziò 2 miliardi proprio per azzerare questa voce e alleviare i maxi-aumenti di luce e gas.

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IL RISPARMIO PER UNA FAMIGLIA

Per una famiglia-tipo il risparmio sarebbe di circa 10 euro al mese, 28 euro euro nel trimestre, da distribuire più o meno equamente fra luce e gas. Per alleggerire effettivamente queste voci con un intervento strutturale servirebbero circa 15 miliardi di euro. Ma è probabile che si vada almeno ad una proroga trimestrale del congelamento di questi oneri.

L’IPOTESI TAGLIO DELL’IVA

È l’altra carta che l’esecutivo potrebbe giocare, portando l’iva che attualmente pesa sulle utenze domestiche dal 10 al 4%. Ma l’intervento sarebbe molto costoso e, almeno per il momento, non prevedibile con l’attuale dote a disposizione.