5 dic 2021

Fisco e Colle, le tensioni spaccano il governo

Dopo lo stop a Draghi sul prelievo solidale, non c’è intesa sui soldi del taglia-bollette. E dietro s’allunga l’ombra della corsa alla presidenza

antonella coppari
Politica
Italian President Sergio Mattarella (L) with Italian Prime Minister Mario Draghi during new government swearing-in ceremony at Quirinal Palace, Rome, 13 February 2021. ANSA/FRANCESCO AMMENDOLA/QUIRINALE PRESS OFFICE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
Sergio Mattarella e Mario Draghi

La scaramuccia sul contributo di solidarietà è durata meno di 24 ore, ma il capitolo non è chiuso. Perché lo scontro evoca la distanza culturale e strategica tra le due anime della maggioranza, e dimostra quanto sia cresciuto il tasso di nevrosi politica alla vigilia delle elezioni presidenziali e delle scelte sul futuro della legislatura. Sciolto il nodo del Colle, si aprirà la campagna elettorale e – duri qualche mese o un anno – sarà comunque violentissima. Intanto, si continua a giocare la partita delle bollette. I 2 miliardi e 800milioni finora stanziati per fronteggiare l’aumento di gas ed elettricità basteranno forse a tamponare l’impennata dei prezzi di gennaio, tanto che Draghi, venerdì aveva addirittura ipotizzato di far partire il contributo non dai redditi superiori a 75mila euro bensì da quelli superiori a 60mila euro, per raggranellare qualche milione in più. Ecco perché il Pd attraverso, il responsabile economico Antonio Misiani, avanza la proposta di destinare "l’extragettito delle aste sulle emissioni di Co2 per calmierare le bollette". Considerando che lo scorso trimestre l’extragettito è stato pari quasi a 700milioni, nel complesso finirebbe per essere una cifra pari a quella già sul tavolo. Draghi e il ministro Franco non hanno chiuso le porte all’idea dei democratici, ma il titolare dell’Economia considera i tempi prematuri per prendere qualsiasi decisione. Se infatti la crisi energetica si rivelerà limitata nel tempo, non ci sarà bisogno di ulteriori interventi. In più molto dipende dalla strategia comune che l’Europa adotterà il 14 dicembre. D’altra parte, a fronte di un problema strutturale, bisogna fare i conti con visioni opposte. Salvini insiste per il ritorno al nucleare: "In settimana voglio parlarne col ministro Cingolani". Di ben altro avviso la sinistra della maggioranza che scommette invece su un’accelerazione del passaggio alle rinnovabili. Una frattura profonda ma la vicenda delle ...

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