I vaccini anti Covid AstraZeneca, Johnson & Johnson,Pfizer e Moderna (Ansa)
I vaccini anti Covid AstraZeneca, Johnson & Johnson,Pfizer e Moderna (Ansa)

Bruxelles, 17 giugno 2021 - Casi di trombosi sono eventi "molto rari" sia per il vaccino AstraZeneca sia per quello Johnson & Johnson. Poi, sulla base dei dati del Regno Unito, AstraZeneca risulta "efficace" contro la variante Delta già con la prima dose mentre fornisce "una protezione molto significativa" con la seconda. Sul mix di vaccini i "dati sono limitati" ma finora "non emergono problemi sulla sicurezza" e, comunque, spetta ai singoli Stati dell'Ue decidere sul somministrare seconde dosi con vaccini mRna dopo la prima di AstraZeneca. A luglio si saprà se c'è il via libera per la somministrazione del vaccino Moderna ai giovani tra i 12 e i 17 anni, mentre sugli altri vaccini Novavax, Sinovac e Sputnik non c'è ancora alcuna richiesta per introdurli nel mercato europeo.

È l'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali, a provare a fare chiarezza sui vaccini con un incontro con la stampa svolto oggi a Bruxelles. Gli esperti dell'Ema, oltre ad aver comunicato l'esito sull'efficacia del vaccino tedesco CureVac, hanno affrontato alcune delle questioni aperte che riguardano gli altri vaccini già autorizzati. A partire dalle preoccupazioni legate ai casi di trombosi dopo l'iniezione di vaccini Astrazeneca o J&J.  

Sommario

I dati di AstraZeneca

Il responsabile della farmacovigilanza dell' Ema, Georgy Genov, ha fornito i dati: al momento si contano "405 casi di potenziali trombosi con le dosi AstraZeneca su 45 milioni di persone vaccinate" quindi si tratta di eventi "molto rari - ha detto - Sfortunatamente, alcuni di questi eventi sono ancora fatali. Tuttavia, dalle ultime verifiche abbiamo anche notato un'ulteriore riduzione della mortalità e questo è probabilmente dovuto a una varietà di fattori" come "la diagnosi precoce nel trattamento".

I dati di Johnson & Johnson

Anche per quanto riguarda il vaccino monodose Johnson & Johnson i dati diffusi dall'Ema indicano che i casi di trombosi sono rari. Al momento si contano, ha detto Georgy Genov, "10 possibili casi di trombosi su 6 milioni di vaccinati con la dose Johnson & Johnson". 

Protezione dalla variante Delta

Il responsabile della strategia vaccinale dell' Ema, Marco Cavaleri, ha riferito che "abbiamo visto sulla base dei dati del Regno Unito che la prima dose del vaccino di AstraZeneca è efficace contro la variante Delta, ma una seconda dose aumenterebbe la protezione in modo significativo. Visto che la protezione con la prima dose è bassa nei confronti della variante Alfa che vediamo circolare in Europa, sarebbe importante che l'intervallo tra le due dosi sia accorciato".

Il mix di vaccini

"Abbiamo dati limitati sul mix di vaccini contro il Covid - ha detto Marco Cavalieri - ma alcuni studi preliminari mostrano che la risposta immunitaria sia soddisfacente e non emergono problemi per quanto riguarda la sicurezza. Sembra che sia una strategia che potrebbe essere adottata. Ma dobbiamo ancora raccogliere tutte le informazioni. Dal punto di vista dell' Ema non è facile in questo momento fornire una raccomandazione a causa dei dati limitati".

La scelta è dei governi

Se Ema non dà indicazioni ufficiali la decisione se cambiare tipo di vaccino per la seconda dose spetta ai singoli governi nazionali. "AstraZeneca è approvato in Ue in due dosi, in un intervallo tra quattro e 12 settimane - ha ribadito Marco Cavalieri -. Spetta agli Stati membri decidere se vogliono usarlo in due dosi o preferire, per qualche ragione, dare la seconda dose con un vaccino Rna messaggero. Come detto, tutte le evidenze che abbiamo che ci indicano che finora non dovrebbe essere problematico ma ovviamente devo ricordare che le nevidenze sono limitate e serve un monitoraggio attento". 

Moderna per i ragazzi

Il  vicedirettore esecutivo dell' Ema, Noel Wathion, ha detto che "l'Ema ha avviato la verifica di una richiesta per l'uso del vaccino Moderna per i 12-17enni. L'esito della valutazione è previsto per luglio a meno che non siano necessarie ulteriori informazioni". 

Gli altri vaccini Novavax, Sinovac e Sputnik

Oltre al tedesco CureVac, Noel Wathion ha parlato anche degli "altri vaccini in fase di revisione continua: sono Novavax, Sinovac e Sputnik per cui ancora non è presentata nessuna domanda di autorizzazione all'immissione nel mercato per questi vaccini. Per tutti questi vaccini le verifiche continueranno fino a quando non ci saranno prove sufficienti per consentire una domanda formale di autorizzazione all'immissione in commercio che potrà essere richiesta dai produttori".