Laboratori farmaceutici, ricercatori, vaccini (ImagoE)
Laboratori farmaceutici, ricercatori, vaccini (ImagoE)

 Bruxelles, 17 giugno 2021 - Brutta notizia dal fronte dei vaccini anti-Covid europei: il laboratorio tedesco CureVac ha annunciato che il suo vaccino sperimentale anti Covid-19 a Rna messaggero (del tipo di Pfizer e Moderna) ha mostrato solo il 47% di efficacia al termine di un test condotto su 40mila soggetti. Da notare che gli altri vaccini mRna finora approvati dall'Ema hanno un'efficacia media di oltre il 90%, quasi il doppio. Insomma, un vero flop.

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Crollo in borsa e caos forniture

Il dato ha avuto una ripercussione diretta in Borsa dove i titoli di CureVac hanno avuto un tonfo del 50,6%. E, a catena, si apre un problema a Bruxelles: l'Unione europea aveva siglato un contratto per la fornitura di almeno 225 milioni di dosi da fornire "non appena saranno dimostrate la sicurezza e l'efficacia del vaccino contro il Covid-19". 
L'annuncio della conclusione del contratto con la Commissione europea - che ha negoziato con le aziende farmaceutiche a nome dei 27 Stati membri - è datato 17 novembre 2020. L'accordo preliminare di acquisto prevede anche l'opzione di fornitura di ulteriori 180 milioni di vaccini. Per l'Italia erano attese 30,2 milioni di dosi

 "La Commissione europea e gli Stati membri, nello Steering board, seguono da vicino la questione" della ridotta efficacia del vaccino di Curevac, e attendono "la valutazione dell'Ema", dichiara un portavoce dell'Esecutivo comunitario. "Il contratto stipulato con l'azienda farmaceutica, è disponibile online, e prevede una serie di clausole anche sulle scadenze di consegna delle dosi", spiega il portavoce a chi chiede se vi sia la possibilità di rescindere il contratto. "Ma - aggiunge - non stiamo assolutamente conducendo questo tipo di discussione".

CureVac: efficacia al 47%

Secondo l'analisi di uno studio clinico su larga scala, precisa il laboratorio CureVac, il preparato "ha raggiunto un'efficacia preliminare del 47% contro il Covid-19, indipendentemente dalla sua gravità, non soddisfacendo i criteri statistici di successo prestabiliti". 

"L'efficacia finale potrebbe ancora cambiare" aggiunge l'amministratore delegato del laboratorio Franz-Werner Haas, citato nel comunicato. "Avevamo sperato in risultati più solidi nell'analisi, ma abbiamo scoperto che è difficile ottenere un'elevata efficacia con questa gamma di varianti senza precedenti. Stiamo continuando lo studio fino all'analisi finale" aggiunge.  
CureVac ha avviato lo sviluppo del vaccino a gennaio 2020, in contemporanea con i laboratori BioNTech/Pfizer e Moderna che per primi hanno ottenuto il via libera da varie autorità regolatorie per commercializzare il proprio prodotto, anch'esso basato sull'innovativa tecnologia dell'RNA messaggero. 

Garattini: con questi dati CureVac è finita

I dati sul vaccino CureVac "sono una delusione, è sicuramente troppo poco, al di là del target. Anche se l'efficacia fosse del 55% non sarebbe accettabile, considerando che abbiamo alternative molto più efficaci", sottolinea il farmacologo Silvio Garattini, presidente dell'Istituto Mario Negri, secondo cui la corsa del vaccino tedesco può finire qui: "Loro continueranno i trial - ricorda - e proveranno a cambiare formulazione, dosaggio, tempistiche, e non è escluso che i dati possano migliorare, ma direi che probabilmente questa strada si è chiusa. Ed è un peccato, perché abbiamo bisogno di miliardi di dosi di vaccini, anche per immunizzare i Paesi meno ricchi ed evitare la circolazione perenne del virus, per non parlare del rischio varianti". 
Un flop a sorpresa, visti proprio gli ottimi risultati data dalla stessa tecnologia a Rna messaggero con Pfizer e Moderna: "L'utilizzo dell'mRna, di nuova applicazione - spiega Garattini - non è di per sé garanzia di successo, dipende molto dalla capacità di penetrare nelle cellule, cosa che evidentemente il CureVac fa con difficoltà". 

Ue, investimenti top secret

"Non comunichiamo le cifre del sostegno che investiamo in ogni azienda (farmaceutica, ndr) per lo sviluppo della capacità di produzione" dei vaccini anti-Covid, dice Stefan De Keersmaecker, portavoce della Commissione europea. Come le altre case farmaceutiche che hanno firmato un contratto di fornitura con l'Ue, anche CureVac ha ricevuto sostegno per incrementare la capacità di produzione delle dosi. A questo scopo, in totale "abbiamo usato approssimativamente 2,9 miliardi di euro per investire nella capacità di produzione delle diverse aziende, ma non dichiariamo le cifre su ogni azienda perché sono considerate informazioni riservate", ha precisato De Keersmaecker.

Lo scorso 6 luglio CureVac aveva firmato un accordo di prestito da 75 milioni di euro con la Banca europea per gli investimenti finalizzato allo sviluppo e alla produzione dei vaccini. Con la stessa causale, la Germania aveva assegnato a CureVac 252 milioni di euro all'interno di un programma straordinario messo in piedi dal ministero della Ricerca. All'epoca della firma del contratto con l'Ue, CureVac si presentava come un'azienda "all'avanguardia nello sviluppo di una classe totalmente nuova di vaccini basati sull'Rna messaggero (mRNA), trasportato all'interno delle cellule da nanoparticelle lipidiche". A sette mesi esatti dalla conclusione dell'accordo rimane ora da chiarire come si muoverà l'Ue per liberarsi dall'onerosa scommessa.