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15 feb 2022

Eccezionale immagine dal telescopio IXPE: così appare una stella esplosa 400 anni fa

E' la prima che l'explorer spaziale della Nasa, frutto della collaborazione con l'agenzia italiana Asi, invia alla Terra. Mostra la supernova Cassiopea A

15 feb 2022
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L'immagine di Cassiopea A, catturata con il telescopio IXPE (@Asi_spazio)
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L'immagine di Cassiopea A, catturata con il telescopio IXPE (@Asi_spazio)

Roma, 15 febbraio 2022 - Una nuvola luminosa color magenta. Così appare Cassiopea A nell'immagine catturata da IXPE, la prima inviata alla terra dal telescopio spaziale a raggi X (Imaging X-Ray Polarimetry Explorer), della Nasa, lanciato in orbita lo scorso 9 dicembre. Cassiopea A è un oggetto celeste costituito dai resti di una stella esplosa nel XVII secolo, una supernova, già esaminato con diversi telescopi, ma che grazie a IXPE potrà essere studiato sotto una prospettiva nuova. 

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Nell'immagine diffusa da Asi (Agenzia spaziale italiana) si vede una nebulosa violacea, dove il colore dà la misura dell'intensità luminosa: a creare quest'effetto sono le elevate temperature prodotte dalle onde d'urto dell'esplosione che ha spazzato via il gas circostante accelerando le particelle.

Le nervature blu sono invece date dall'immagine "complementare che si sovrappone a quella ottenuta grazie ai dati dei raggi X ad alta energia raccolti dal Chandra X-Ray Observatory della NASA", spiega in una nota l'Asi. Chandra è il telescopio lanciato nel 1999 che, puntato su Cassiopea, ha fatto scoprire un oggetto compatto al suo interno. Potrebbe trattarsi di un buco nero o di una stella a neutroni. "Chandra e IXPE, con diversi tipi di rivelatori, sono in grado di produrre immagini con differenti livelli di risoluzione angolare o nitidezza". 

IXPE è frutto di una collaborazione tra la NASA e l'Asidedicata allo studio dell’universo attraverso la polarizzazione dei raggi X. E' in realtà costituito da tre telescopi installati a bordo dell'explorer con rivelatori finanziati dall’ASI e sviluppati da un team di scienziati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

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