Giovedì 11 Luglio 2024

Stupro 13enne a Catania, restano in carcere altri 3 indagati

Uno ai domiciliari con il braccialetto elettronico. In tutto sono 6 i giovani in carcere per la violenza sessuale del 30 gennaio scorso

Catania, 6 febbraio 2024 – Restano in carcere anche i tre maggiorenni che erano stati fermati dai carabinieri su disposizione della Procura per lo stupro di gruppo di una 13enne catanese avvenuto nei bagni pubblici di Villa Bellini, davanti al fidanzatino 17enne della vittima.

È la decisione del gip del Tribunale di Catania che ha anche confermato gli arresti domiciliari per il quarto indagato, ma con l'obbligo dell'uso del 'braccialetto’ elettronico. Il provvedimento accoglie la richiesta del procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e della sostituta Anna Trinchillo. Sono così sei le persone in carcere per la violenza sessuale del 30 gennaio scorso: ieri il gip per i minorenni ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare per tre.

Il bagno pubblico dove è avvenuta la violenza di gruppo a Catania (ANSA)
Il bagno pubblico dove è avvenuta la violenza di gruppo a Catania (ANSA)
Approfondisci:

Stupro di Catania, in carcere due minorenni e un 18enne. La vittima: “Tremavo come una bambina”

Stupro di Catania, in carcere due minorenni e un 18enne. La vittima: “Tremavo come una bambina”
Approfondisci:

Tredicenne stuprata a Catania, la poliziotta-coraggio: "Ha avuto grande dignità". Tre ragazzini in carcere

Tredicenne stuprata a Catania, la poliziotta-coraggio: "Ha avuto grande dignità". Tre ragazzini in carcere

La giovanissima vittima aveva riconosciuto tre dei fermati, tra i quali i due stupratori minorenni. Gli altri erano stati indicati dal fidanzato 17enne e dal componente del branco che si è confidato con una operatrice della struttura di accoglienza, la quale poi si è rivolta ai magistrati.

Nei giorni dopo l’orrore subito, la vittima ha ricostruito quelle fasi drammatiche. "Vi supplico, non mi fate del male, lasciatemi andare", ha detto ai 7 giovani egiziani. "Gli chiedevo di lasciarmi stare, io e il mio fidanzato, ma continuavano a toccarmi", ha raccontato ancora. Due gli esecutori materiali dello stupro, mentre gli altri tenevano fermo il fidanzato. La giovanissima vittima ha riconosciuto in un confronto all'americana, dietro a un vetro oscurato, i due minori. Sugli altri cinque non aveva certezze, in quanto non li ha visti in faccia, ma è stato il fidanzano a dare indicazioni, insieme a uno dei fermati che ha collaborato e che è l'unico ai domiciliari.