Contatto tra la Sea Watch 3 e la motovedetta della Finanza (Facebook)
Contatto tra la Sea Watch 3 e la motovedetta della Finanza (Facebook)

Lampedusa, 29 giugno 2019 - Nella notte è precipitata la vicenda della Sea Watch 3. La comandante, Carola Rackete, non ha più atteso una svolta prospettata, ma che non arrivava mai, e ha deciso di attraccare al porto. Rackete, invocando lo "stato di necessita'" per i 40 migranti a bordo, ha deciso di forzare il blocco delle motovedette e intorno all'1.50.

La nave della ong tedesca, battente bandiera olandese, si è diretta nel porto commerciale di Lampedusa, e nell'attracco ha speronato una delle motovedette della Finanza che si era posizionata davanti alla banchina. 

Poco dopo la Guardia di Finanza, alle 3 circa, ha fatto scendere e portato via in auto la capitana. La donna è stata poi interrogata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella. Rackete è ai domiciliari per violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione, che nello specifico richiama il comportamento del comandante o dell'ufficiale che commetta atti di resistenza o di violenza contro una nave da guerra nazionale: richia da tre a dieci anni. 

Da fonti vicine alla Sea Watch si apprende che la capitana, arrivando nella caserma della Guardia di Finanza di Lampedusa, dopo l'arresto, avrebbe dichiarato: "Vi chiedo scusa, non era nelle mie intenzioni di venirvi addosso ma di completare la mia missione, non certo di speronarvi".

Il vicepremier Matteo Salvini su Facebook ha pubblicato il video del contatto commentando: "Stanotte comportamento criminale della comandante (tedesca) della nave pirata (olandese) che ha tentato di schiacciare contro la banchina del porto di Lampedusa una motovedetta della Guardia di Finanza, con l'equipaggio a bordo, mettendo a rischio la vita degli agenti. Delinquenti! Io sto con le Forze dell'Ordine, io sto con la Legge, io sto con l'Italia". 

Aggiungendo: "Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell'Ordine e della Guardia di Finanza in particolare, visto che poche ore fa hanno rischiato la vita per la scelta criminale della Sea Watch". Il ministro dell'Interno prosegue criticando la delegazione Pd a bordo: "Da giorni stanno difendendo la legalità e i confini italiani, costretti agli straordinari da una nave pirata e da alcuni parlamentari di sinistra (tra cui un ex ministro) che anzichè stare con le Forze dell'Ordine e con l'Italia hanno scelto di schierarsi con una ong tedesca che ha schiacciato una motovedetta delle Fiamme Gialle. I nostri finanzieri erano in grave difficoltà ma i parlamentari di sinistra applaudivano la capitana della Sea Watch".

Da fonti vicine alle Fiamme Gialle arriva il racconto dei militari rimasti coinvolti: "Abbiamo rischiato di morire schiacciati da un bestione di 600 tonnellate, sono stati momenti di puro terrore nella notte. Dicono di salvare vite umane e poi rischiano di ammazzare uomini dello Stato. Da parte del Comandante è stata un'azione Criminale. Punto". "E stata un'azione criminale - raccontano ancora fonti Gdf - la motovedetta è rimasta schiacciata sulla banchina. Se ci fosse stato maestrale come questa mattina sarebbe stata una tragedia. Non sappiamo come sarebbe finita. I ragazzi hanno rischiato di morire".

Merito della professionalità dei militari se non è successa una tragedia: "Hanno mantenuto la calma e sono riusciti a salvarsi. La Sea Watch è entrata in porto fregandosene della motovedetta della Guardia di Finanza che ha tentato di impedire l'attracco". Momenti di paura, e solo grazie alla prontezza del pilota e a un perfetto coordinamento dell'equipaggio si è evitato il peggio: "Più di cinque minuti, cinque minuti di puro terrore".

La motovedetta in questione, una classe V 800 in servizio a Lampedusa, ora andrà sicuramante in cantiere. L'unità della Guardia di Finanza, infatti, è in vetroresina mentre la nave della ong con cui è entrata in contatto è in ferro, e 30 volte più grande. La parte inferiore dello scafo della motovedetta è stata seriamente danneggiata.