Lampedusa, 29 giugno 2019 - Ha forzato l'ennesimo blocco, Carola Rackete. Consapevole, probabilmente, di quello a cui andava incontro. Intorno all'1:20 di questa notte, il capitano della Sea Watch 3 ha deciso di entrare nel porto di Lampedusa, dopo 3 giorni ferma al largo dell'isola e a circa 17 da quando aveva soccorso decine di migranti in acque libiche. Ne erano rimasti 40, di profughi, a bordo della nave. Sono stati tutti sbarcati, mentre lei, la capitana che da giorni divide l'Italia e gli italiani, è stata immediatamente arrestata in flagranza di reato dai militari della Guardia di Finanza: nella manovra ha speronato una motovedetta. Ha passato la notte nei locali della caserma delle Fiamme Gialle di Lampedusa, dove ha chiesto scusa ai finanzieri per avertli urtati, quindi è stata fatta uscire intorno alle 11 da un ingresso secondario, accompagnata dai militari.

Di che cosa è accusata Carola Rackete

 Ora è agli arresti domiciliari, in un luogo non comunicato - sull'isola -, con l'accusa di violenza a nave da guerra e tentato naufragio per aver speronato una motovedetta delle Fiamme Gialle. Entro 48 ore si dovrà svolgere l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Agrigento alla presenza dell'avvocato difensore. Il gip avrà poi altre 48 ore per la convalida del provvedimento. La comandante potrebbe essere processata per direttissima: la 31enne tedesca, indagata da ieri per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e rifiuto di obbedienza a nave militare, rischia una condanna da 3 a 10 anni solo per la violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione ("resistenza o violenza contro nave da guerra"). Per il "tentato naufragio", previsto dagli articoli 110 e 428 del codice penale la pena massima è di 12 anni. Circa la sanzione amministrativa - per cui è già scattato il sequestro della nave in ossequio al decreto Sicurezza-bis - la Sea Watch dovrà pagare una multa da 20mila euro che, in caso non venisse versata nei termini, potrà arrivare fino a 50mila euro.

L'URTO CON LA MOTOVEDETTA - La motovedetta della Finanza ha provato a impedire l'ingresso in porto alla Sea Watch, mettendosi tra la banchina e il molo. La Rackete non ha ceduto, insistendo con le manovre fino a sfiorare l'incidente: ci sarebbe stato un contatto tra la nave e la motovedetta, con l'imbarcazione della Gdf che è finita contro la banchina, riuscendo però a sfilarsi senza conseguenze per l'equipaggio. Quindi l'attracco, con i finanzieri che sono saliti a bordo, procedendo all'arresto di Carola Rackete

IL VIDEO DEL CONTATTO POSTATO DA SALVINI

De Falco: verrà liberata, ecco perché 

"Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti", ha detto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio. Graziano Delrio, esponente Pd che era salito a bordo della nave, ha sottolineato come "in caso di stato di necessità" si possano "anche violare le leggi". E ha aggiunto: "Il capitano è responsabile dell'incolumità di tutte le persone che sono a bordo, va rispettata la sua scelta, come il percorso che farà la giustizia". Secondo Gregorio De Falco, parlamentare ed ex comandante della Capitanieria di Porto, è sicuro che Carola non resterà agli arresti: "Fatti gli accertamenti da parte della Procura, dovrà tenersi conto del fatto che non ci sono gli estremi giuridici per tenere in stato di fermo la comandante. Dovrà essere liberata per civiltà giuridica e umana". Del resto "la nave da guerra è altra cosa, è una nave militare che mostra i segni della nave militare e che è comandata da un ufficiale di Marina, cosa che non è il personale della Guardia di Finanza. Non ci sono gli estremi. La Sea Watch è un'ambulanza, non è tenuta a fermarsi, è un natante con a bordo un'emergenza. La nave militare avrebbe dovuto anzi scortarla a terra".

Carole Rackete, l'ultimo video prima di entrare a Lampedusa

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LE REAZIONI - Appena scesa dalla nave, subito dopo l'arresto, la Rackete è stata accolta da applausi e ovazioni da parte di un gruppo di attivisti e dal parroco di Lampedusa Carmelo La Magra, che da una settimana dormer sul sagrato della chiesa, in segno di solidarietà.  "Vergognati, vergognati!", ha urlato invece un gruppo di leghisti, guidati dall'ex senatrice Angela Maraventano. Gli esponenti del Carroccio hanno anche gridato contro l'intero equipaggio definendo i membri 'Scafisti'. Rivolti anche insulti sessisti: "Spero sti violentino sti negri", si è sentito dire dalla pattuglia leghista. 

Focus / Ong tra volontari e business. Gli stipendi variano da 1.500 a 2.000 euro