Lampedusa, 29 giugno 2019 - Si è conclusa l'epopea della Sea Watch 3, la nave ferma da tre giorni al largo di Lampedusa e da oltre due settimane in mare con decine di migranti a bordo. L'imbarcazione è entrata questa notte poco dopo l'una nel porto dell'isola. La comandante tedesca Carola Rackete ha deciso di procedere nonostante non ci fosse l'autorizzazione da parte delle autorità. 

Le accuse a Carola Rackete

Una scelta che ha avuto immediatamente delle conseguenze: gli uomini della Guardia di Finanza, con la nave ormai ormeggiata in banchina, sono saliti a bordo e l'hanno arrestata in flagranza di reato per violazione dell'articolo 1100 del codice della navigazione: resistenza o violenza contro nave da guerra. La capitana, accolta a terra dagli applausi degli attivisti ma anche da insulti sessisti, rischia una condanna da 3 a dieci anni. La Procura di Agrigento ha disposto per lei gli arresti domiciliari, potrebbe essere processata per direttissima. A Rackete viene contestato anche il tentato naufragio per aver speronato una motovedetta della Gdf.

Le fiamme gialle, in base al decreto sicurezza bis, hanno elevato una multa di 16 mila euro alla comandante e un'altra dello stesso importo all'armatore della nave battente bandiera olandese, che ora è sotto sequestro amministrativo. 

BERLINO: SOCCORSO NON E' REATO, ITALIA CHIARISCA - Frizioni con il governo tedesco, che chiede di chiarire all'Italia di chiarire le accuse per la comandante. "Salvare le vite umane è un dovere umanitario, non può essere criminalizzato. Tocca alla giustizia italiana ora chiarire le accuse", afferma il ministro degli Esteri della Germania Heiko MassE si fanno sentire anche altri Paesi europei. Un appello al ministro Moavero affiché Carola sia rilasciata arriva dal Lussemburgo: "Salvare vite è un dovere e non può essere mai un reato o un crimine", ricorda Jean Asselborn, titolare del ministero degli Esteri.  La Francia, tramite il ministro dell'Interno Christophe Castaner, ribadisce che "la chiusura dei porti" è una "violazione del diritto internazionale del mare" e che l'Italia "sta assumendo soluzioni non concertate con i suoi partner europei". "Non accettiamo lezioni", la replica di Salvini

Sea Watch e il contatto con la motovedetta della Gdf

Prima di attraccare, la Sea Watch ha urtato una motovedetta delle Fiamme Gialle che provava a impedirle l'approdo. L'imbarcazione dei militari sarebbe finita contro la banchina, senza conseguenze per l'equipaggio. "Abbiamo rischiato di morire", riferiscono fonti all'Adnkronos. "Eravamo terrorizzati, contro di noi un bestione da 600 tonnellate". Già la Sea Watch non aveva rispettato un primo alt, e un secondo tentativo, vano, della Guardia di Finanza, di bloccare l'ingresso in porto. Poi alla banchina, quando una motovedetta delle Fiamme Gialle ha cercato di evitare l'attracco spostandosi avanti e indietro, la comandante, entrata di poppa, ha speronato la nave militare.

Le scuse di Carola

Arrivata in caserma, Rackete ha chiesto scusa ai finanzieri: "Non era assolutamente nelle mie intenzioni venirvi addosso - ha detto la 31enne -. Volevo completare la mia missione, non certo speronarvi". E ha spiegato di avere agito in base all'"addestramento avuto per le manovre" con quella nave da 600 tonnellate.

Migranti verso 5 Paesi Ue

Subito dopo l'attracco nel porto, è iniziato lo sbarco dei 40 migranti a bordo della Sea Watch 3. Cinque Paesi Ue (Finlandia, Francia, Portogallo, Germania e Lussemburgo) si sono offerti di accoglierli: la Francia si è detta disponibile a prenderne dieci. Prima di scendere, i profughi hanno salutato e abbracciato i volontari della ong che in queste due settimane li hanno assistiti. Quindi i militari hanno preso di fatto il comando della nave che è stata portata fuori dal porto intorno alle 06,30. Una decisione dovuta principalmente a due motivi: l'albero della Sea Watch è molto alto e interferisce all'interno del cuneo di sicurezza del vicino aeroporto; inoltre, la nave impedisce l'attracco dei traghetti di linea che collegano Lampedusa con il resto della Sicilia.

Salvini: si è rischiato il morto 

REAZIONI - Matteo Salvini intervistato dal Gr1 ha confermato: "Tutti gli immigrati a bordo saranno distribuiti in 5 Paesi. Brilla per il suo menefreghismo il governo olandese che ha dato una bandiera a una nave fuorilegge fregandosene di quello che l'equipaggio di questa nave è andato in giro a fare nel Mediterraneo". Il ministro dell'Interno ha poi criticato la delegazione di deputati sulla Sea Watch: "I parlamentari italiani a bordo della nave fuorilegge sono incredibili: io fossi in loro e nei loro elettori mi vergognerei". Su Facebook il vicepremier ha commentato l'azione di forza di Rackete: "Stanotte comportamento criminale della comandante (tedesca) della nave pirata (olandese) che ha tentato di schiacciare contro la banchina del porto di Lampedusa una motovedetta della Guardia di Finanza, con l'equipaggio a bordo, mettendo a rischio la vita degli agenti", scrive sui social postando anche un video del rischio di collisione. "Ho seguito ora per ora, minuto per minuto quello che è successo nessuno si è fatto male ma si è rischiato il morto, si è rischiato il disastro". 

Ora, alla luce di quanto accaduto a Lampedusa, il Viminale starebbe valutando l'inasprimento del decreto sicurezza bis: la questione sarà al centro di un tavolo tecnico lunedì al Ministero dell'interno. Si ipotizzano sanzioni più severe. 

Il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa dal G20 di Osaka, ha commentato: "Non voglio sostituirmi alla magistratura. Non spetta a me formulare giudizi. A me spetta il compito di far applicare le leggi e richiamarne tutti quanti al rispetto". Aggiungendo: "Da giurista, conoscendo i provvedimenti adottati, si prefiguravano responsabilità penali. Le leggi ci sono, che piaccia o non piaccia".

Luigi Di Maio condanna "l'escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore. Non capisco l'esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico. Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano. C'è della rabbia e lo comprendo. Capirla non significa alimentarla, perché poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti" che "vanno sempre condannati". 

Vaticano: "Salvare vite è stella polare" 

Dal Vaticano arriva la voce di Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede: "Io credo che la vita umana va salvata in qualsiasi maniera - dice il cardinale, interpellato dai giornalisti -. Quindi quella deve essere la stella polare che ci guida, poi tutto il resto è secondario".  

Il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti punta il dito contro lo "show di Salvini": "Finisce in un clima di drammatica tensione e nell'unico modo in cui poteva finire, e cioè con lo sbarco dei 42 naufraghi nel porto di Lampedusa, una vicenda gestita male e in maniera esclusivamente propagandistica dal Ministro dell'Interno Salvini. Gli sbarchi continuano tutti i giorni ma questo è l'unico governo al mondo che i problemi non li risolve, li crea mettendo in contrapposizione principi che dovrebbero vivere insieme come sicurezza, legalità e umanità. Ora la Magistratura verifichi e indaghi per stabilire se ci sono stati reati". 

Matteo Orfini, deputato Pd a bordo della imbarcazione della Ong olandese, twittava così stamani: "A mettere a rischio la sicurezza di migranti, forze dell'ordine ed equipaggio è stata la scelta di Salvini di lasciare 16 giorni in mezzo al mare una barca che aveva bisogno di un porto sicuro. Un ministro sequestratore che non va a processo solo perchè si fa salvare dal parlamento". 

Graziano Delrio del Pd, anche lui con la delegazione sulla nave, ai microfoni di RaiNews 24 ha difeso l'operato della comandante: "L'autorità giudiziaria farà il suo corso e stabiliranno i giudici se la capitana ha davvero commesso un reato". Delrio ha spiegato: "Già ieri sera voleva entrare, ma le abbiamo chiesto di aspettare che il governo trovasse Paesi disponibili ad accogliere i migranti. Ora quegli accordi ci sono, ma nessuno ha dato l'autorizzazione allo sbarco. La situazione era diventata troppo critica, quindi la capitana Carola ha preso questa decisione".

"Fatti gli accertamenti da parte della Procura, dovrà tenersi conto del fatto che non ci sono gli estremi giuridici per tenere in stato di fermo la comandante Carola Rackete. Dovrà essere liberata per civiltà giuridica e umana". Sono le parole di Gregorio De Falco, ex comandante della Guardia Costiera e attualmente senatore del Gruppo Misto, commentando l'arresto del comandante Rackete.

Gino Strada, fondatore di Emergency, ha espresso la sua "completa e totale solidarietà alla nave Sea Watch" nel corso dell'iniziativa a Milano per festeggiare i 25 anni dell'associazione umanitaria. "La disobbedienza civile è da perseguire di fronte a queste istituzioni che si comportano in modo che non potrei altro che definire fascista. Noi ci impegneremo per cercare di risolvere con la pressione di massa questo problema drammatico, perché oggi sul banco degli imputati c'è chi vuole aiutare".