Un frame del video con gli insulti a Carola Rackete (Facebook Davide Faraone)
Un frame del video con gli insulti a Carola Rackete (Facebook Davide Faraone)

Palermo, 29 giugno 2019 - I 42 migranti della Sea Watch 3 sono sbarcati a Lampedusa e Carola Rackete è stata arrestata, ma prima la capitana è stata oggetto di insulti sessisti molto pesanti da un gruppo di persone presenti sulla banchina del molo. A denunciarlo, puntanto il dito contro i leghisti, è il senatore del Pd Davide Faraone che posta sul suo profilo Facebook un video, dapprima pubblicato e poi rimosso anche dalla Lega Lampedusa

"Spero che ti violentino 'sti negri", urlano all'indirizzo di Carola Rakete. A seguire una sequela di frasi volgari e di offese: "zingara, venduta, vattene, vergognati. Devi andare in galera". E ancora: "Tossica", "cornuta", "manette, manette". Insulti sono stati rivolti anche ai deputati sulla nave: "Vi devono violentare le mogli, 'sti clandestini". E poi lo slogan "prima gli italiani, prima gli italiani". Il video ha rapidamente fatto il giro del web, scatenando tra l'altro condanne.

Un frame del video con gli insulti a Carola Rackele postato da Lega Lampedusa (Dire)

"CHI HA URLATO NON ERA DELLA LEGA" - Si smarca dalle offese il Carroccio. "Non li ho sentiti gli insulti sessisti contro la comandante Carola ma li condanno con fermezza. Non li voglio giustificare, magari hanno esagerato. Comunque vorrei sottolineare che quello che ha gridato non è iscritto alla Lega", dice infatti all'Adnkronos Angela Maraventano, ex senatrice del Lega che la notte scorsa si trovava sul molo di Lampedusa. "Era un ragazzo lampedusano di passaggio - aggiunge -. lo conosco di vista, era ubriaco. Non credo pensasse le cose ha detto".

"Il circolo 'Lega Lampedusa' vuole precisare che non ha niente a che fare con quelle frasi razziste e che condanniamo qualsiasi forma di razzismo. Noi non siamo contro gli immigrati, perché purtroppo sono persone sfortunate, qualsiasi persona civile accoglierebbe una persona in difficoltà", scrive poi sulla sua pagina Facebook la sede locale del partito di Salvini spiegando la loro condanna per "queste Ong, che a parer nostro, sono associazioni criminali che trafficano carne umana". "Volevamo anche specificare che, questa notte, c'era una festa su una spiaggia e che molto probabilmente sarà stato qualche ragazzino su di giri - aggiungono -. Siamo dispiaciuti e amareggiati per questi tristi avvenimenti, il nostro obbiettivo era manifestare contro persone che disobbediscono alle leggi italiane e che fanno ciò che vogliono, proprio come hanno fatto sempre". "Noi della 'Lega Lampedusa'', ribadiamo che prendiamo le distanze da questi soggetti e da queste frasi orribili, purtroppo non possiamo sapere e prevedere quello che diranno o faranno gli altri - dicono -. Speriamo in un'Italia migliore e auguriamo a tutti i clandestini e ai poveri del Mondo, una vita migliore".

IL PROTAGONISTA - Anche uno di quelli che ha urlato le frasi più offensive all'indirizzo della capitana tedesca ha dichiarato all'Adnkronos di essere ubriaco, scusandosi per quanto detto. "Ero ubriaco stanotte, chiedo scusa alla comandante Carola per averle rivolto quegli insulti sessisti. Mi dispiace ma ero arrabbiato perché due giorni prima dei tunisini avevano molestato la mia ragazza e ce l'avevo con loro. In ogni caso non sono leghista ma voto per il M5S", dice Mario L., pizzaiolo lampedusano di 23 anni che le avrebbe augurato di essere violentata. "Ero molto molto arrabbiato perché tre giorni prima avevano molestato la mia ragazza a contrada Terranova- racconta - Lei è scappata via con la sorella". Poi aggiunge: "Mi rendo conto di avere esagerato ma avevo bevuto molti alcolici quando sono andato al molo dove c'era la nave. Le chiedo di nuovo scusa, spero che lei le possa accettare". Poi ribadisce: "Non sono mai stato iscritto alla Lega, io ho votato negli ultimi anni per il Movimento 5 stelle".

DI MAIO - A stigmatizzare quanto avvenuto sul molo di Lampedusa ci pensa il vicepremier Luigi Di Maio. "Trovo assurda l'escalation di insulti e di toni offensivi registrata nelle ultime ore. Non capisco l'esigenza di mettere in piedi questo circo mediatico. Uno Stato sovrano ha le leggi e le fa rispettare. Punto. La capitana verrà giudicata da giudici sulla base delle leggi dello Stato italiano", scrive il leader pentastellato  su Facebook. "C'è della rabbia e lo comprendo. Chi rappresenta i cittadini questa rabbia deve sforzarsi di capirla, perché non può essere ignorata. Capirla non significa alimentarla, perché poi altrimenti la rabbia si trasforma in insulti violenti che colpiscono tutte le parti e che vanno sempre condannati", osserva