Roma, 20 maggio 2019 - Resta alta la tensione sui migranti con gli ultimi sviluppi sul caso 'Sea Watch 3': la procura di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati il comandante Arturo Centore per favoreggiamento all'immigrazione clandestina. Sul tema è subito intervenuto Matteo Salvini, ministro dell'Interno, commentando così la notizia: "Indagato per favoreggiamento il comandante della Sea Watch? Questo dimostra che non è Salvini il cattivo con le ong e conferma conferma quello che sostengo da mesi, e cioè che favoriscono l'immigrazione clandestina e aiutano gli scafisti. E se c'è una procura che lo conferma, il mio lunedì è un bel lunedì". L'imbarcazione della ong tedesca, intanto, ha lasciato il porto di Lampedusa ed è arrivata a Licata: il pm di Agrigento Cecilia Baravelli ha convalidato il sequestro. Il provvedimento è stato notificato al comandante Centore, convocato per domani alle 12 in procura ad Agrigento per essere interrogato dal procuratore aggiunto Salvatore Vella che, insieme al capo dell'ufficio Luigi Patronaggio e al pm Alessandra Russo, sta coordinando l'indagine. 

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SALVINI - "Come ministero stiamo raccogliendo tutti gli elementi che ci porteranno a segnalare chi ha aiutato lo sbarco dalla Sea Watch 3 di migranti, clandestini fino a prova contraria - ha aggiunto il vicepremier -. Se la notizia della denuncia nei confronti del comandante di questa nave fuori legge è vera, vuol dire che avevo ragione: è un passo avanti". Il ministro dell'Interno non aveva preso bene la decisione sul sequestro della Sea Watch 3 e, soprattutto, sullo sbarco dei 47 migranti rimasti a bordo - appresa in diretta televisiva -: "Il procuratore di Agrigento (patronaggio, ndr) ha imposto questa iniziativa senza avvisare il ministro dell'Interno, che non ha dato nessuna autorizzazione: è un Paese strano", ha detto Salvini.

TONINELLI - Immediata la replica di Danilo Toninelli, ministro delle Infratrutture e dei trasporti, che ha risposto così a Salvini: "La magistratura è indipendente, ci sono leggi e testi unici, ben venga il sequestro del mezzo gestito dalla magistratura attraverso la guardia di finanza - ha detto Toninelli -. Si tratta di una attività fatta esclusivamente dalla magistratura e, come ben sa Salvini, il sequestro l'ha gestito lo stesso pubblico ministero di Agrigento. Quindi nessuna polemica, andiamo avanti, con lo stesso modello operativo contro chi sfrutta l'immigrazione clandestina. Non vedo alcun motivo di polemica, ha certamente sbagliato a attaccare il sottoscritto, avrebbe potuto farmi una chiamata e sa perfettamente che il modello è sempre lo stesso: sicurezza e legalità". Salvini, ha subito risposto a Toninelli: "Nessuno mette in discussione il lavoro dei magistrati - ha precisato il vicepremier leghista -: ho pieno rispetto delle indagini e prendo atto con soddisfazione che è stato indagato il comandante della Sea Watch: questi sono aiutanti degli scafisti e spero che la procura vada fino in fondo".

DI MAIO - "Sia Salvini a spiegare la questione della Sea Watch. È lui il ministro degli Interni, è lui che comanda le forze dell'ordine, è lui che porta avanti le politiche dell'immigrazione - ha detto il vicepremier Luigi Di Maio -. Noi siamo d'accordo con le politiche sull'immigrazione portate avanti sino ad ora, quelle del rigore sulla gestione dei porti e degli sbarchi. È stata una politica che ha funzionato, ma se il ministro degli Interni viene a sapere che stanno sbarcando da una nave dei migranti mentre sta partecipando a un talk show, è lui che deve spiegare, non noi".

SPATARO - Anche il magistrato Armando Spataro, ex procuratore di Torino e Milano e coordinatore del gruppo specializzato nel settore dell'antiterrorismo, ha detto la sua sulla questione Sea Watch: "Sento il dovere di dirvi che, leggendo la decisione della procura di Agrigento, mi sono emozionato in maniera forte: il procuratore e i suoi magistrati fedeli alla legge indagano, ma tutelano le persone. Dovrebbe essere la normalità, ma non sempre è così, indipendentemente dai deliri che ci circondano, ignorando le disposizione di legge e la dovuta tutela dei diritti umani". Una presa di posizione a difesa della magistratura. "Senza retorica, mi inchino di fronte ai colleghi di Agrigento - ha aggiunto Spataro -: stringiamoci attorno a loro, se necessario scendiamo in piazza in loro onore, parliamo e informiamo".

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SINDACO DI LAMPEDUSA - "Ieri, per l'ennesima volta, e semmai ce ne fosse bisogno, si è capito che i porti sono aperti e che continuano a esserci gli sbarchi di migranti in Italia. Solo che i riflettori si accendono solo quando la nave è di una ong, mentre gli sbarchi a Lampedusa sono continui": è l'amaro sfogo di Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa. "Se c'è una ong allora succede il finimondo, arrivano tv e giornalisti - ha aggiunto -. Mentre per noi è la normalità, ma non gliene frega niente a nessuno. Quasi quotidianamente sbarcano migranti a bordo di barchini, piccoli o grandi, ma non ne parla nessuno, non li vede nessuno. Poi, se i migranti sono stati soccorsi da una ong apriti cielo. Non è normale".

IL VESCOVO DI MAZARA - "E' ora di finirla: non possiamo più stare zitti di fronte alle sparate di un sempre più arrogante ministro della Repubblica". Lo ha detto il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Domenico Mogavero, parlando di Matteo Salvini. "Non possiamo piu' permettere - ha aggiunto l'alto prelato - che ci si appropri dei segni sacri della nostra fede per smerciare le proprie vedute disumane, antistoriche e diametralmente opposte al messaggio evangelico. Chi è con lui non puo' dirsi cristiano, perché ha rinnegato il comandamento dell'amore", ha concluso Mogavero, che da oggi partecipa all'assemblea dei vescovi italiani a Roma.