Roma, 27 dicembre 2018 - Uniti dalla sete di violenza e dalla comune passione politica. Soprattutto neofascista, ma non solo. Sono sempre più transnazionali le orde di ultras che, in nome di storiche alleanze fra tifoserie calcistiche, si scontrano con le altre internazionali della furia antisportiva all’esterno degli stadi. Come nel caso dellagguato dell’altra sera ai supporter partenopei a poche ore dall’inizio di Inter-Napoli, quando dalla stessa parte della barricata si sono ritrovati sostenitori nerazzurri e del Varese, coadiuvati da ‘truppe straniere’ del Nizza in trasferta a Milano. Pesantissimo il bilancio dell’incursione, con un morto e tre arrestati fra le fila del sodalizio nero, più quattro napoletani accoltellati. 
 
Ma da dove nasce il gemellaggio fra gli ultras della Curva nord del Meazza e quelli della squadra della Costa Azzurra? L’anno ufficiale è il 2013, anche se i ben informati raccontano di una simpatia che covava già dagli anni ’80. Il battesimo del fuoco risale al 23 ottobre di quattro anni fa: allora alcuni esponenti del tifo organizzato della Beneamata fecero quadrato con quelli del Nizza contro i supporter del Saint Etienne. Prima del preliminare di Champions del 2017 contro il Napoli, invece, 12 ultras nizzardi vennero arrestati per lancio di petardi davanti all’hotel dove alloggiava la squadra azzurra a dimostrazione di una rivalità non nata certo a santo Stefano. 

Qualche alleanza regge anche a sinistra, nonostante i gruppi ‘rossi’ del tifo organizzato siano sempre più dei panda negli stadi. I supporter del Livorno hanno buoni rapporti con ‘i colleghi’ dell’Herta Berlino così come gli ultras del Modena sono in simbiosi con gli spagnoli del Siviglia. Il più delle volte le simpatie fra curve si limitano agli sfottò verso i comuni avversari. Ma, quando le ugole non bastano più, si mettono a ferro e fuoco le città, col rischio sempre presente che ci scappi il morto.