La famiglia rom assegnataria della casa popolare a Casal Bruciato (Ansa)
La famiglia rom assegnataria della casa popolare a Casal Bruciato (Ansa)

Roma, 15 maggio 2019 - Si riapre il caso dell'assegnazione delle case popolari ai rom. L'Unione europea ha aperto una procedura di pre-infrazione nei confronti della Regione Lazio: lo annuncia l'assessore regionale al Bilancio Alessandra Sartore. In particolare, Bruxelles sosterrebbe che "le popolazioni rom sarebbero discriminate" - così ha spiegato l'assessore -e avrebbe avanzato quindi richiesta per una serie di informazioni nell'ottica della direttiva 2000/43 sull'uguaglianza razziale. Non tarda ad arrivare il commento del ministro dell'Interno Matteo Salvini per il quale tutto ciò è una "follia" e una "ennesima ragione per votare Lega domenica 26 maggio".

LA PROCEDURA - Per quanto riguarda la procedura, l'assessore Sartore ha precisato che per l'Unione europea la discriminazione nell'assegnazione degli alloggi popolari nei confronti delle popolazioni nomadi sarebbe dettata "dalla richiesta di requisiti quali la residenza e lo sfratto che, per la loro situazione di fatto, non sono in grado di dimostrare". Inoltre, ha voluto ricordare la Sartore, "nel 2012 la Commissione europea ha aperto un'analisi di pre-infrazione con l'obiettivo di verificare, per tutte le regioni d'Italia, le normative di accesso della popolazione rom agli alloggi di edilizia residenziale pubblica". Tale condizione di pre-infrazione "è stata conclusa nel gennaio 2016 e da quel momento la Commissione non ha espresso pareri nel senso di un'apertura formale dell'eventuale procedura di infrazione". 

CASAL BRUCIATO - Intanto, in riferimento ai disordini del 6 maggio scorso nel quartiere romano di Casal Bruciato, Salvini ha riferito nel Question Time alla Camera che "il comandante dell'Arma dei Carabinieri ha appena comunicato il deferimento di 17 persone per resistenza a pubblico ufficiale e altre fattispecie di reato all'autorità giudiziaria". Il ministro dell'Interno ha voluto poi sottolineare che "le forze dell'ordine hanno operato al solo scopo di garantire le persone minacciate e tutelare la loro incolumità prevenendo più gravi conseguenze per l'ordine pubblico e garantendo il diritto a manifestare nel rispetto delle leggi, fermo restando il deferimento all'Autorità giudiziaria, di coloro come autori di reati, nessun tipo di violenza fisica o verbale sarà tollerato da questo ministro, né dalle forze dell'ordine", ha concluso il ministro Salvini.