Bandiere italiane esposte dai residenti di Casal Bruciato (Lapresse)
Bandiere italiane esposte dai residenti di Casal Bruciato (Lapresse)

Roma, 10 maggio 2019 - Aperto un fascicolo per istigazione alla discriminazione razziale per i fatti dei giorni scorsi a Casal Bruciato. Mentre la zona attorno a via Satta, dove si è trasferita la famiglia rom, cerca di tornare alla normalità, la Procura di Roma vuole vederci chiaro sulle proteste anti nomadi di alcuni residenti, spalleggiati da CasaPound.

Dopo quattro giorni di violente proteste, per l'assegnazione di una casa popolare ad una famiglia bosniaca, resta solo il presidio delle forze dell'ordine, che vigila ancora sul cortile di accesso allo stabile ex capo di battaglia.

LA CALMA DOPO LE PROTESTE - Imer Omerovic, il capo della famiglia nella bufera, oggi si è affacciato alla finestra del suo nuovo appartamento. Il cortile è vuoto, ma le bandiere dell'Italia ai balconi ci sono ancora, e i residenti brontolano, se interpellati. I commercianti tornano a lavorare: "Ieri ci hanno disdetto cinque clienti - racconta un parrucchiere -, non stiamo lavorando nemmeno oggi, venerdì, perché la gente teme chiusure e confusione". Un barista lamenta: "Che senso ha ancora provare a opporsi? Gli danno le case nostre per coprire i soldi destinati a spazi adeguati nei quali accoglierli, mangiati da chi oggi li difende da dietro una scrivania".

LA FAMIGLIA ROM RESTA - Ma la famiglia Omerovic resiste, con l'appoggio del Papa e della sindaca Virginia Raggi, nell'appartamento che gli è stato legittimamente assegnato dal Campidoglio. Ed è un segno forte di discontinuità rispetto alle due rivolte avvenute ad aprile, a Torre Maura e sempre a Casal Bruciato, che avevano messo in fuga i rom che dovevano trasferirsi. Gli Omerovic sono assistiti da una rete di servizi sociali del Campidoglio e volontari dei movimenti per il diritto all'abitare. Ma il clima resta poco ospitale: ieri, dopo che si era sparsa la voce che la famiglia rom voleva allestire un pranzo per conoscere il vicinato, alcuni residenti in polemica hanno organizzato una cena in strada a piazza Balsamo Crivelli a base di pizza.

UNA RESIDENTE DONA PASTICCINI - Ma i vicini non sono tutti contro la famiglia rom, oggi una signora di circa 40 anni, residente nel quartiere romano, è andata a trovare la famiglia nomade: "In questi giorni ho sofferto molto per questa situazione, sono venuta con questi dolci in segno di pace". Patrizia, mediatrice culturale volontaria raconta: "Si è presentata suonando alla porta e ha portato i pasticcini per Imer e per la sua famiglia, i bambini erano felicissimi".

APERTO FASCICOLO - Le tensioni di Casal Bruciato hanno interessato la Procura di Roma, che ha deciso di aprire un fascicolo di indagine: il reato per cui si procede è propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, così come sancito dall' articolo 604 bis del codice penale. Al momento il fascicolo è contro ignoti, ma saranno visionati i video per identificare gli autori dei disordini.