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3 gen 2022

"Ospedali in sofferenza". Rezza: rialziamo la guardia

Il direttore del ministero della Salute lancia l’allarme sull’impatto di Omicron. "L’attenzione si è abbassata: troppi assembramenti. Ed è tornata l’influenza"

3 gen 2022
ilaria ulivelli
Cronaca
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Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione sanitaria al ministero della Salute
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Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione sanitaria al ministero della Salute

La variante Omicron ha causato un’impennata impressionante di contagi anche nel nostro Paese (qui il bollettino del 3 gennaio). Nonostante ciò la malattia si manifesta, nella maggioranza dei casi, con sintomi molto meno gravi, soprattutto a livello polmonare. È ancora troppo presto o dall’esperienza maturata sul campo è possibile dire che Omicron è meno aggressiva rispetto alla Delta e alle varianti al ceppo originario che l’avevano preceduta? "È sicuramente meno patogena", spiega l’epidemiologo Giovanni Rezza, direttore generale della prevenzione sanitaria al ministero della Salute, che tuttavia mette in guardia sui rischi e sulle conseguenze della maggiore diffusività del virus. Cartabellotta: "Rischio intasamento ospedali. Limitare contatti sociali". Super Green pass al lavoro, Costa: "Va esteso a tutti. Probabile da febbraio" "Anche se è meno aggressiva, essendo una variante altamente contagiosa, l’impatto sugli ospedali purtroppo si farà sentire, quindi alla fine cambia poco", dice Rezza. Il progressivo aumento dei ricoveri, insomma, è un fenomeno inevitabile se si continua ad allargare la platea dei contagiati. Perché nel momento in cui il virus incontra soggetti non vaccinati o che non hanno risposto al vaccino o particolarmente fragili, può causare patologie importanti. E più si diffonde, più sarà rapido l’effetto moltiplicatore. Per questo bisogna correre con i vaccini, cercando di proteggere quante più persone possibile nel più breve tempo anche con la terza dose. Omicron, gli ultimi studi: colpisce la gola, è meno letale. Il caso Israele Inoltre c’è una cartina di tornasole che mostra chiaramente che abbiamo abbassato la guardia. Che non siamo più sufficientemente attenti alle misure di prevenzione: è tornata l’influenza, con numeri importanti (superiori alla media) per il periodo. Dopo un anno in cui l’epidemia influenzale non era praticamente pervenuta per la minore intensità di scambi sociali (con lunghi periodi di zone rosse e arancioni) e l’attenzione alla prevenzione con distanziamento e ...

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