Mattia Villardita, vestito da Uomo Ragno, con Papa Francesco
Mattia Villardita, vestito da Uomo Ragno, con Papa Francesco
"Il Papa mi ha stretto la mano fortissimo, era contento di vedere l’Uomo Ragno. Poi mi ha chiesto di andare a scattare qualche foto coi bambini: ‘Ti stanno chiamando, vai da loro’". L’incontro tra Spider-Man, il 28enne savonese Mattia Villardita, e Bergoglio è durato solo qualche minuto, ma ha regalato al mondo una foto storica. "Sembrava di stare sul set di un film della Marvel", spiega il giovane impiegato che da quattro anni nel tempo libero indossa il costume del Tessiragnatele per regalare qualche sorriso ai bambini meno fortunati o ricoverati in ospedale. Come è nato questo incontro? "Tutto è partito da un evento organizzato al Gemelli dalla Polizia di Stato, a cui va un grosso grazie. Il questore che si occupa della difesa delle mura vaticane mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto anche partecipare all’udienza con il Pontefice vestito da Spider-Man". Ha detto subito sì o il senso di ragno pizzicava? "Ci ho...

"Il Papa mi ha stretto la mano fortissimo, era contento di vedere l’Uomo Ragno. Poi mi ha chiesto di andare a scattare qualche foto coi bambini: ‘Ti stanno chiamando, vai da loro’". L’incontro tra Spider-Man, il 28enne savonese Mattia Villardita, e Bergoglio è durato solo qualche minuto, ma ha regalato al mondo una foto storica. "Sembrava di stare sul set di un film della Marvel", spiega il giovane impiegato che da quattro anni nel tempo libero indossa il costume del Tessiragnatele per regalare qualche sorriso ai bambini meno fortunati o ricoverati in ospedale.

Come è nato questo incontro?

"Tutto è partito da un evento organizzato al Gemelli dalla Polizia di Stato, a cui va un grosso grazie. Il questore che si occupa della difesa delle mura vaticane mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto anche partecipare all’udienza con il Pontefice vestito da Spider-Man".

Ha detto subito sì o il senso di ragno pizzicava?

"Ci ho pensato un po’ e poi mi sono convinto. Per quello che rappresento ho deciso che era giusto farlo".

Cosa ha detto al Papa?

"Ho raccontato la mia storia e gli ho detto che ogni giorno vedo tanta sofferenza. Gli ho chiesto di continuare a pregare per questi bambini e le loro famiglie. Poi gli ho donato la maschera di un costume da Uomo Ragno che non uso più e lui in cambio mi ha offerto un rosario benedetto. È stato davvero molto emozionante".

Lei sul suo profilo Instagram ha indicato come ‘credo religioso’ Vasco Rossi. Lo ha confessato al Papa?

"Non ho avuto – ride – il tempo di dirglielo. Il Komandante attraverso la sua musica mi ha aiutato in un momento davvero difficile. A causa di una malformazione congenita sono entrato e uscito dall’ospedale Gaslini per 19 anni. Ho subito molte operazioni, so cosa si prova a restare per mesi in ospedale quando si è piccoli. Le canzoni di Vasco mi hanno dato forza".

Magari il cantante di Zocca potrebbe unirsi a Spider-Man per donare qualche sorriso ai bambini.

"Sarebbe un sogno. Mi sono fatto autografare un costume dell’Uomo Ragno che tengo in una teca e una volta ho ricevuto un videomessaggio, ma non sono mai riuscito a parlare direttamente con lui".

A proposito del costume, se l’è cucito lei, proprio come Peter Parker?

"No, l’ho comprato su Internet".

Magari ora la Marvel gliene manda uno originale.

"Non guadagno nulla dalla mia attività, ma ho diverse spese. Ai bambini, che sono i veri supereroi, lascio sempre un piccolo gadget, in modo che si possano ricordare dell’incontro. Sarebbe fantastico se la Marvel mi aiutasse".

Chi vuole dare una mano all’Uomo Ragno come può fare?

"Basta seguire i miei canali social. Quando c’è un’iniziativa, lo scrivo sempre".

Si esercita molto per replicare le acrobazie dell’Arrampicamuri?

"A causa della mia patologia devo allenarmi almeno quattro volte alla settimana. E questo mi ha dato una grossa mano. Ho imparato diverse mosse. Per i bambini tra i 3 e i 7 anni sono una specie di Babbo Natale: pensano che io sia il vero Uomo Ragno. Per questo mi sforzo di rappresentarlo al meglio".

Qual è stato l’incontro che l’ha emozionata di più?

"C’è un piccolo paziente che è stato colpito da una paresi cerebrale. Gli unici due sensi che può usare sono l’udito e il tatto. La madre lo ha sottoposto a quella che si chiama ’Disney-terapia’: ascolta i cartoni animati e le loro canzoni. Spesso sorride. Sono andato a trovarlo come Spider-Man e anch’io sono diventato un po’ parte di quella splendida famiglia. Così ho deciso di portarli tutti per cinque giorni a Disneyland Parigi. Se lo meritano".

E il faccia a faccia che l’ha divertita di più?

"Una bimba di nove anni ha chiesto all’Uomo Ragno di fare una merenda a base di pane e Nutella nel suo giardino. Quando è uscita dall’ospedale sono andato a trovarla a casa, è stata felicissima".

Lei è stato nominato anche Cavaliere della Repubblica. Da grandi poteri derivano grandi responsabilità, come ripete spesso Spiderman?

"Assolutamente, è lo slogan della mia vita. Sento la responsabilità di poter regalare un sorriso ai bambini e faccio di tutto per essere vicino a loro in un periodo così difficile. Quando cresceranno capiranno perché qualcuno vestito da Uomo Ragno sia andato a trovarli".

A causa del Covid non ha ancora incontrato Mattarella per ritirare il premio. Ci andrà in costume?

"A questo punto sì".

A proposito del Coronavirus, come ha fatto Spider-Man ad andare a trovare i bambini durante il lockdown?

"Mi sono attrezzato per fare delle videochiamate. Alla fine ne ho realizzate più di 1.500. Spiegavo ai bambini che anche l’Uomo Ragno doveva restare nella casa della zia May per combattere il virus. Essere costretti in casa è stata una grande sofferenza per tutti i più piccoli".