Il papà di Giulia: "Perdonare è difficile". E adesso valuta un impegno civico

Cecchettin: "Filippo si renda conto di ciò che ha fatto. Abbraccio i genitori". Il ministro Valditara ai presidi: "Riflettere sulle parole dette da lui al funerale".

Il papà di Giulia: "Perdonare è difficile". E adesso valuta un impegno civico
Il papà di Giulia: "Perdonare è difficile". E adesso valuta un impegno civico

Il lutto, la riflessione, una pausa dal lavoro "quando la vita ci propone sfide inimmaginabili" comunicata in una lettera su Linkedin rivolta a "clienti, fornitori, amici e colleghi". Ma soprattutto la volontà di intraprendere nel suo cammino "un nuovo impegno civico: desidero canalizzare il dolore in azioni positive, che possano aiutare chi si trova nelle stesse situazioni di Giulia". Gino Cecchettin, il padre della studentessa uccisa dall’ex fidanzato, il giorno dopo i funerali torna ad esprimere il suo stato d’animo e la sua volontà di aiutare progetti che riguardino la lotta alla violenza di genere. Il femminicidio di Giulia un anno dopo la morte della moglie è stato un colpo diabolico anche per quest’uomo sempre misurato nelle reazioni anche quando parla dei sentimenti verso Filippo Turetta, il killer. "Spero si renda conto di quello che ha fatto. Il perdono? È una cosa veramente difficile – ha detto a Storie Italiane su Rai1 –. Neanche Gesù ha perdonato i suoi carnefici, ha chiesto a Dio di farlo. Un conto è non provare rabbia, ira. Il perdono è un passo superiore". E poi un messaggio ai genitori di Filippo: "A loro do un grande abbraccio perché forse io tornerò a danzare sotto la pioggia, quindi farò un sorriso. Per loro sarà molto più difficile. Hanno tutta la mia comprensione e il mio sostegno". Non si ha al momento notizia di contatti fra le due famiglie.

Intanto è ufficiale che il discorso fatto da Gino Cecchettin durante le esequie di Giulia sarà letto nelle scuole come aveva auspicato il presidente del Veneto Luca Zaia. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, dando il via libera "affinché i docenti ne parlino in classe. È un messaggio di alto valore morale e civile, colpisce il cuore di tutti noi, riguarda le coscienze dell’intera società. A scuola deve essere innalzato il livello di attenzione sulle violenze di genere".

Alla memoria di Giulia, che riceverà dall’università la laurea che non ha potuto discutere in vita, è stata dedicata l’edizione di "Più libri più liberi", la Fiera della piccola e media editoria inaugurata ieri alla Nuvola dell’Eur a Roma. E sulla vicenda è intervenuto di nuovo il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che era "da trevigiano e per quarant’anni alla Procura di Venezia" ai funerali di Padova. In audizione alla Camera ha sottolineato come sia "etico" occuparsi "se vogliamo fermare questa strage" sia delle vittime sia degli autori, "soprattutto delle loro famiglie". Anche "la situazione della famiglia Turetta è straziante". Il ministro punta su "l’educazione al rispetto, alla civiltà, alla libertà" per sconfiggere i numeri drammatici di casi. Dalla parte di Turetta sono i detenuti della sezione infermeria del carcere di Montorio che hanno scritto una lettera segnalando il disgusto "per i giudizi dati prima che Filippo fosse sentito senza rispetto dei genitori, colpiti anche loro da violenza psicologica" e hanno chiarito di non avere espresso alcuna polemica per i libri a lui consegnati. "Solo l’onnipotente – è scritto ancora – sarà in grado di giudicare e perdonare: un essere umano non può dare giudizi prima della chiusura delle indagini". Indagini che la Procura prosegue con la speranza entro 180 giorni di poter richiedere il giudizio immediato per Turetta.