Sabato 15 Giugno 2024
LORENZO BIANCHI
Cronaca

I misteri del conflitto Blitz con i droni in Iran "Colpito laboratorio militare Produceva armi per i russi"

Teheran minimizza i danni. Resta il giallo sui responsabili dell’operazione top secret. Secondo Al Arabiya sono coinvolti gli Stati Uniti, per il Washington Post la matrice è israeliana

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di Lorenzo Bianchi

Un attacco con tre droni a un misterioso “laboratorio” di Isfahan, una città a Sud di Teheran, con ogni probabilità un impianto che produceva velivoli senza pilota destinati alla Russia. L’incursione è avvenuta alle 23 e 30 di sabato, ora locale. Il ministero della Difesa di Teheran ha comunicato che il raid contro "un impianto per la fabbricazione di munizioni" ha provocato solo "lievi danni al tetto del sito" e nessuna vittima. Secondo l’agenzia semiufficiale Fars news, uno dei droni è stato distrutto dal sistema di difesa antiaerea della struttura militare, mentre gli atri due sono stati neutralizzati da "trappole esplosive". Le attività del “laboratorio” quindi continueranno. Isfahan, a 350 chilometri dalla capitale, è la sede di una grande base aerea che ospita i caccia F14 e un centro di ricerca e di produzione del combustibile nucleare finito nel mirino dell’Aiea, l’agenzia Onu che ha indagato a lungo sui programmi atomici della teocrazia iraniana. Si tratta del Centro di ricerche spaziali sanzionato dagli Stati Uniti per i suoi programmi di studio e di sviluppo di missili balistici.

L’agenzia di stampa statale Irna ha pubblicato la notizia che i droni erano tre quadrirotori armati con esplosivo. Sono velivoli che hanno un raggio di azione molto ridotto, utilizzabili anche da persone che non hanno un addestramento militare. La circostanza fa pensare, annota il New York Times, che siano stati lanciati dall’interno del territorio iraniano. Secondo Germano Dettori, docente di studi strategici all’ateneo Luiss, "stando a quanto si sa al momento, l’attacco avrebbe coinvolto impianti che producevano munizioni probabilmente dirette in Russia. Secondo alcune fonti sarebbe stata presa di mira anche la fabbricazione di missili destinati al teatro ucraino". "Alcuni – aggiunge – hanno addirittura ipotizzato che in Iran stesse iniziando la produzione di missili ipersonici con tecnologia russa. Quest’ultima eventualità mi pare eccessiva. Però non credo vi siano dubbi sul carattere militare dei fatti della notte fra sabato e domenica. Anche la stampa israeliana legge l’accaduto in questi termini".

Il network tv Al Jazeera ricorda che nel luglio 2022 proprio a Isfahan è stata arrestata una cellula di curdi legati a Israele che avrebbero dovuto far esplodere un impianto cruciale per l’industria iraniana della difesa. Il Jerusalem Post cita Jason Brodsky, un esperto di Iran, secondo il quale l’incursione dei droni su Isfahan ricorda per le sue caratteristiche un raid del giugno 2021 che prese di mira l’impianto Tesa di Karaj, un laboratorio sotterraneo nel quale venivano prodotte centrifughe per l’arricchimento dell’uranio.

Un mix di fonti di intelligence occidentali e straniere ha descritto al Jerusalem Post un’operazione di "enorme successo", andata ben al di là dei danni al tetto di un impianto ammessi da Teheran. Le quattro esplosioni avrebbero danneggiato una "struttura che sviluppa armi avanzate". "Non è ancora chiaro – annota il giornale – se le armi avanzate danneggiate nel raid sono solo legate a un uso convenzionale o se possano avere un doppio uso anche per fini nucleari, come alcuni missili balistici o attrezzature esplosive".

Nel mese di gennaio 2022 l’Iran ha notificato ufficialmente all’Aiea che alcune attività di produzione nucleare svolte a Karaj fino al giugno 2021 sarebbero state trasferite a Isfahan. Secondo la tv panaraba Al Arabiya, l’aviazione Usa potrebbe "essere coinvolta nell’attacco". Ma il Wall Street Journal lancia il j’accuse più forte: è Israele ad aver compiuto il raid, ha scritto citando fonti Usa. Il contesto è quello dei colloqui tra dirigenti israeliani e americani per contrastare le operazioni destabilizzanti della Repubblica islamica, incluso il rafforzamento della cooperazione militare con la Russia. "Tutte le opzioni sono sul tavolo per impedire all’Iran di ottenere l’arma nucleare", ha ribadito il segretario di Stato Antony Blinken alla vigilia della missione in Medio Oriente. Atomica, rapporti con Mosca, legami con la Siria, tutti temi al centro degli incontri tra il capo della Cia William Burns e quello del Mossad, David Barnea, la scorsa settimana a Tel Aviv.

Come se non bastasse, la tensione potrebbe salire ancora dopo che aerei da guerra non identificati hanno colpito un convoglio di camion iraniani (almeno 6: trasportavano armi) al valico di al-Qaim sul confine tra Iraq e Siria. Lo riferisce ancora una volta la stampa israeliana (The Times of Israel) citando media siriani e altri arabi. E ci sarebbero vittime.