Venerdì 14 Giugno 2024
GIULIA GATTI
Cronaca

Gianluca Rossignolo, dalle false opere di Piero Manzoni al crac De Tomaso: chi è l’imprenditore arrestato in Montenegro

Il 55enne è figlio di Gian Mario, che acquistò la storica casa automobilistica dopo la carriera in Fiat e lo scontro con Carlo De Benedetti

Alcuni modelli storici De Tomaso. A destra, Gianluca Rossignolo

Alcuni modelli storici De Tomaso. A destra, Gianluca Rossignolo

Milano – Gianluca Rossignolo, figlio dell’imprenditore Gian Mario, è stato arrestato martedì 21 maggio a Podgorica, in Montenegro, dalle autorità locali. Era latitante a seguito di condanne a 8 anni e un mese in tutto relative alla bancarotta fraudolenta della società De Tomaso automobili spa, fallita nel 2012, che il 55enne gestiva insieme al padre. A condurre le indagini e l’operazione di cattura il nucleo investigativo dei carabinieri di Milano.

Rossignolo è anche accusato di commercio di opere d’arte contraffatte ai danni della Josef e Anni Albers Foundation, dedicata alla coppia di artisti del Bauhaus, e Piero Manzoni. Un triste epilogo pensando al fatto che, negli anni ‘50, il capofamiglia ha vissuto la sua massima ascesa con l’assunzione alla casa automobilistica Fiat diventando, negli anni ‘70, membro del comitato direttivo e direttore di divisione dei prodotti diversificati.

Sembrava l’inizio di un sogno per una famiglia che si era guadagnata il suo posto nel mondo, e forse lo era, fino a che nel 1975, dopo essere diventato responsabile del settore componentistica, Gian Mario Rossignolo entra in conflitto con Carlo De Benedetti, al tempo alla direzione dell’azienda. Solo nel 1979 presenta le sue dimissioni e nel 2009 compra la De Tomaso, venduta dalla vedova e dal figlio dopo la dipartita del fondatore Alejandro De Tomaso.

Ed è l’inizio della fine del sogno: Gianluca e Gian Mario Rossignolo pensano alla possibilità di ristrutturare l’azienda, e richiedono finanziamenti per la formazione degli operai al ministero del Lavoro e alla Regione Toscana, per un ammontare di 10 milioni di euro, però lo fanno, secondo l’accusa, utilizzando polizze fideiussorie false.

La procura di Torino li indaga per appropriazione indebita, portando all’attenzione il fatto che, nonostante l’elevato capitale a disposizione, sono stati previsti dei corsi della durata di pochi giorni e per appena una sessantina di addetti.

Oggi Gian Mario Rossignolo si trova agli arresti domiciliari data l’età avanzata (93 anni), mentre Gianluca è detenuto in una prigione del Montenegro, in attesa di nuove disposizioni dall’Italia per l’estradizione. Oltre alla reclusione, è stato previsto un risarcimento, del valore di 5 milioni di euro, per il fallimento dell’azienda, a spese degli indagati. Il danno agli ex dipendenti non è ancora stato quantificato.