E la nave va. Per quanto estrema, l’idea di ospitare cast artistico e pubblico plaudente su una grande nave da crociera ancorata nelle acque di Sanremo creando così nei giorni del Festival una ’bolla sanitaria’ da cui attingere ogni sera i protagonisti della 71° edizione – prelevati a ora di cena, portati all’Ariston, e reimbarcati subito dopo i titoli di coda – continua a tenere banco. Il commodoro Amadeus non vuol saperne, infatti, di mettere i piedi a terra, come ribadito pure ieri ai microfoni di Radio Zeta rispondendo alle domande delle Camilla Ghini e Nicole Iannacone. "È un’idea che teniamo assolutamente in considerazione" ha detto il presentatore a proposito del progetto...

E la nave va. Per quanto estrema, l’idea di ospitare cast artistico e pubblico plaudente su una grande nave da crociera ancorata nelle acque di Sanremo creando così nei giorni del Festival una ’bolla sanitaria’ da cui attingere ogni sera i protagonisti della 71° edizione – prelevati a ora di cena, portati all’Ariston, e reimbarcati subito dopo i titoli di coda – continua a tenere banco. Il commodoro Amadeus non vuol saperne, infatti, di mettere i piedi a terra, come ribadito pure ieri ai microfoni di Radio Zeta rispondendo alle domande delle Camilla Ghini e Nicole Iannacone. "È un’idea che teniamo assolutamente in considerazione" ha detto il presentatore a proposito del progetto di relegare dal 2 al 6 marzo cantanti, conduttori, dirigenti Rai e 300-400 spettatori, sulla Costa Smeralda. "Io ho sempre detto che non si può fare Sanremo senza pubblico, per me è fondamentale, sennò non sarebbe una rinascita, sarebbe un Sanremo sotto Covid. Bisogna organizzarsi bene per far sì che sia un pubblico sotto controllo, probabilmente sempre lo stesso. Va ripensata tutta la situazione".

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In parole povere, la Rai non ha la minima intenzione di mollare, causa pandemia, parte dell’indotto commerciale (37,4 milioni di euro nel 2020) generato dalla manifestazione così come strutturata in queste ultime edizioni dal direttore della pubblicità e coordinatore del progetto festival Antonio Marano (in uscita a breve dall’azienda di Viale Mazzini per approdare al comitato organizzativo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026) e per questo è pronta a inventarsi cinque serate "in quarantena". Un Truman Show che dribblerebbe le restrizioni imposte ai luoghi di spettacolo dall’emergenza contemplando perfino l’utilizzo dello sponsorizzatissimo palco in piazza. In tempi di distanziamenti e zone rosse, quasi una sfida pure all’ultimo dei prefetti.

Tutto con un mantra a pronta presa: tanta voglia di normalità. Come se fosse normale, con la Scala chiusa e le ronde dei vigili per le strade, riempire l’Ariston e assembrare di fan Piazza Colombo. "Il Sanremo che vogliamo offrire al pubblico è ancora più importante di quello dell’anno scorso", ha ribadito Amadeus a Radio Zeta. "Perché solo così diamo una risposta al desiderio di rinascita".

Rinascita per le casse Rai, ma non quelle di Sanremo come sottolinea la levata di scudi del sindaco Alberto Biancheri e degli organizzatori all’idea d’imbarcare pubblico, artisti, dirigenti e conduttori, sulla Smeralda invece di "isolarli" in alcuni hotel cittadini, nel rispetto dei protocolli anti-contagio, come già accaduto in occasione di Sanremo Giovani.

Naturalmente la convocazione a bordo della grande nave Costa arriverebbe alcuni giorni prima del via dell’edizione 2021, per avere il tempo necessario di tamponare adeguatamente tutti gli ospiti, che ogni sera verrebbero sbarcati con dei tender per poi proseguire alla volta dell’Ariston a bordo di pulmini. Nei piani dell’azienda, tutto il resto dell’apparato – discografici, sale stampa, presidio delle radio, studioli dei programmi del daytime – verrebbe invece traslocato per quest’anno al Palafiori, anche se con garanzie di sicurezza ancora tutte da stabilire. Dopofestival al teatrino del Casinò. Al momento, naturalmente, trattasi solo di ipotesi perché le decisioni inizieranno ad arrivare con tutta probabilità solo dalla seconda metà di gennaio.