Pietro Orlandi e l'avvocato Laura Sgrò (LaPresse)
Pietro Orlandi e l'avvocato Laura Sgrò (LaPresse)

Roma, 11 luglio 2019 - Appartato e quasi nascosto. Silenzioso. Circondato da antiche mura a pochi metri della basilica di San Pietro. E' il cimitero Teutonico dove oggi, alla ricerca della salma di Emanuela Orlandi, sono state aperte due antiche tombe che, però, erano vuote. Non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie. L'accurata ispezione sulla tomba della Principessa Sophie von Hohenlohe ha riportato alla luce un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto. Successivamente si sono svolte le operazioni di apertura della seconda tomba-sarcofago, quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo. Al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani.

Accessibile solo a chi entra dentro il piccolo Stato Pontificio, il cimitero è la più antica fondazione nazionale tedesca a Roma. Nell'antichità si trovava qui il circo di Nerone, che fu teatro di numerosi martiri di cristiani. Nel 799 si parla per la prima volta di una Schola Francorum, ma solo nel XV secolo il luogo assume contorni più precisi. In particolare, per l'Anno Santo 1450 giungono a Roma molti pellegrini tedeschi che, visto lo stato degradato del cimitero, decisero di rimetterlo in sesto con i loro soldi. Nel 1454, poi, i membri tedeschi della Curia si strinsero in una "Confraternita dei poveri morti", che, pur sotto forma un pò diversa, esiste tuttora ed è titolare della fondazione.  

Un cimitero che ha visto ben altri (finti) misteri, prima di oggi. Come quello che avvenne nel 1554: fu trovato un bambino crocifisso. Come ha raccontato la storica Anna Foa, ''il popolo, aizzato dalle parole di un convertito, Hananel da Foligno, accusa gli ebrei'', ma ''mentre la folla invoca il massacro o l'espulsione degli ebrei, trovando ascolto presso il Papa Marcello II, il cardinale Alessandro Farnese scopre i veri colpevoli, due spagnoli che avevano agito per denaro e in ordio agli ebrei''. Il nuovo Papa, Paolo IV, li punisce con la morte. Nell'ultimo quarto del XV secolo accanto al Camposanto è sorta l'attuale chiesa, dal 1876 vi è aggiunto un Collegio per sacerdoti studiosi dell'Archeologia cristiana e della Storia della Chiesa e dall'anno 1888 vi si trova anche l'Istituto Romano della Società di Goerres con una biblioteca di circa 35.000 volumi. L'accesso alla Chiesa (dal cimitero) che negli anni 1972-75 fu interamente restaurata, è costituito da un portale di Elmar Hillebrand (Colonia) regalato nel 1957 dal Presidente della Repubblica di Germania Theodor Heuss.

Nel corso dei secoli, a causa della sua particolare posizione il Camposanto è un ricercato luogo di sepoltura. Ci sono il noto pittore paesaggista Josef Anton Koch, morto nel 1839, c'è l'archeologo Ludwig Curtius. E ci sono le tombe proprio della principessa Sophie von Hohenlohe e, accanto, quella della principessa Carlotta Federica di Meclemburgo. Sulla tomba della prima, la statua di un angelo che alcune fonti rimaste anonime hanno indicato alla famiglia di Emanuela Orlandi come un luogo in cui cercare tracce della ragazza scomparsa nel 1983 ("Cercate dove guarda l'angelo"). Ma quando oggi gli operai del Vaticano hanno aperto le tombe, non c'erano le due principesse e non c'era Emanuela Orlandi.