Luca Morisi, ex responsabile della comunicazione social di Salvini (ImagoE)
Luca Morisi, ex responsabile della comunicazione social di Salvini (ImagoE)
Matteo Salvini non teme per la sua leasdership. L’inchiesta su Luca Morisi, sui festini tutto sesso e droga a casa dell’animatore principale della propaganda leghista, la "Bestia", sembra non scalfire la sicurezza del leader del Carroccio: "Se pensano di intimorirmi si sbagliano di grosso e i congressi della Lega li faremo ad aprile, se sarà finita l’emergenza, è stato fatto tutto per attaccare me, conigli!!". Poi, però, il nervosismo trapela dalle dichiarazioni, forse perché i contorni dell’inchiesta su Morisi sono ancora nebulosi, anche se ieri si sono aggiunti dettagli che tuttavia non hanno cotribuito a chiarire il...

Matteo Salvini non teme per la sua leasdership. L’inchiesta su Luca Morisi, sui festini tutto sesso e droga a casa dell’animatore principale della propaganda leghista, la "Bestia", sembra non scalfire la sicurezza del leader del Carroccio: "Se pensano di intimorirmi si sbagliano di grosso e i congressi della Lega li faremo ad aprile, se sarà finita l’emergenza, è stato fatto tutto per attaccare me, conigli!!". Poi, però, il nervosismo trapela dalle dichiarazioni, forse perché i contorni dell’inchiesta su Morisi sono ancora nebulosi, anche se ieri si sono aggiunti dettagli che tuttavia non hanno cotribuito a chiarire il quadro. Il rumeno che l’altro giorno ha raccontato la serata ferragostana del festino, Petre R., aveva chiamato i carabinieri urlando al telefono "ci hanno fatto un furto, ci hanno fatto un furto!", cosa che aveva fatto accorrere i carabinieri che in casa di Morisi avevano trovato due grammi di cocaina e una boccetta di liquido che, a detta di uno dei due, era Ghb, la droga dello stupro.

Due sono le telefonate fatte al 112 dalle quali emerge però che il giovane non dice di sentirsi male ma, appunto, di aver subito un furto. Probabilmente perché, è lui stesso a raccontarlo, Morisi non avrebbe pagato il compenso pattuito: "Il patto è che voleva usare droga perché voleva divertirsi, per queste cose si paga" ma quei soldi non sono mai arrivati perché "la carta era bloccata o qualcosa del genere, c’era qualcosa che non andava". Il dato di fatto è che quando i carabinieri sono arrivati – nessun controllo di routine, dunque – hanno trovato in strada i due ragazzi e l’ex social manager leghista. La droga è stata trovata durante una perquisizione dello zaino del ventenne escort rumeno, ma lui insiste nel dire che la droga "viene dalla casa di Morisi, quella roba è sua, ma non so chi l’ha messa nel mio zaino, uno dei due che era con me direi".

L’ex social manager della Lega ha smentito più volte: "Quel flacone non era mio". Poi in casa sono stati trovati due grammi di cocaina, che hanno fatto scattare la denuncia per sospetta cessione e detenzione di sostanze stupefacenti. In attesa che arrivino i risultati sulle analisi del contenuto della boccetta – ci vorranno ancora giorni – sulla vicenda, non tanto quella giudiziaria quanto sui risvolti politici, fa sentire la sua voce anche la Cei. "Non si può fare politica aggredendo – dice il vice presidente Erio Castellucci – serve ragionare, bisogna porre sul tavolo questioni vere, senza attacchi personali ma con dati, argomentazioni, ragionamenti".

Ma la vera domanda è: il caso Morisi influenzerà il risultato elettorale? "No – dice Salvini – qualcuno fa politica facendo il guardone". A Salvini, tuttavia, sarà chiesto il conto di un eventuale débâcle elettorale. "Se si perde di chi è la colpa?", è la domanda che circola nel corpo molle leghista. "Penso che dopo il voto vada fatto un ragionamento di chiarezza su che Lega è quella che sta al governo – attacca Enrico Letta – credo sia utile per tutti e anche per Draghi". Ma Giorgia Meloni si chiede: "Sono fatti risalenti al 14 di agosto: si vota tra una settimana, è normale questo tempismo nel far uscire queste notizie?".