Luca Morisi during the demonstration of the center right "Orgoglio Italiano" (Italian Pride) against the government in Rome, Italy, 19 October 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Luca Morisi during the demonstration of the center right "Orgoglio Italiano" (Italian Pride) against the government in Rome, Italy, 19 October 2019. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Roma, 29 settembre 2021- Ci sono ancora punti oscuri nell'inchiesta per droga che vede coinvolto Luca Morisi, l'ex guru della comunicazione di Matteo Salvini, l'inventore della cosidetta 'Bestia' finito al centro di una vicenda tutta da chiarire. Oggi il suo avvocato ha fatto sapere che l'ex spin doctor del Capitano è pronto a farsi interrogare e "a chiarire tutti gli aspetti della vicenda".

Intanto, in serata, uno dei ragazzi romeni coinvolti nella vicenda ha raccontato a Repubblica e al Corriere della sera la sua versione dei fatti. "Quella notte mi ha distrutto la vita, la droga dello stupro l'ho avuta da lui - dice il giovane, che sarebbe rientrato in patria -. Eravamo in tre nella cascina con me anche un mio amico connazionale, siamo stati contattati via web. Sono un modello ma per necessità faccio anche l'escort. Il compenso era di 4mila euro per una giornata"  Soldi che però non sarebbero mai stati versati.

Il giovane spiega di essere stato contattato dall'altro connazionale, che ha "il profilo sul mio stesso sito di incontri". Secondo quanto rivela il ragazzo sarebbe stato lui a chiamare i carabinieri perché "stavo malissimo. Volevo chiedere aiuto a loro per andare in aeroporto e partire". Una versione che discorda anche con la versione fornita dagli inquirenti e dagli investigatori. Il romeno non sa dire chi abbia messo la droga nello zaino", ma aggiunge di essere stato sempre lui ad indicare ai carabinieri dove erano nascosti parte dei 2 grammi di cocaina trovati in casa dell'ideatore della 'Bestia'. Infine il ragazzo dice di poter provare quanto afferma perché in possesso di "contatti scambiati sul telefonino, le chiamate, una conversazione".

Famiglia Morisi: "Nessun reato"

"Nessuna violenza, nessuna costrizione, nessuna certezza sull'origine del flacone con il liquido, nessun quarto uomo: le parole del giovane intervistato da alcuni quotidiani confermano che Luca Morisi non ha commesso reati e ora è vittima di una campagna mediatica guardona e di pettegolezzi di un ragazzo che cerca pubblicità o soldi facili", hanno dichiarato però fonti vicine alla famiglia dell'ex guru social. 

I punti oscuri

Il mistero del quarto uomo

Secondo alcune ricostruzioni, in casa dell'ex guru di Salvini ci sarebbe stato anche un quarto uomo, un cinquantenne. Ma il legale di Morisi smentisce: "Risulta indagata anche un'altra persona di nazionalità rumena, che era in compagnia di un connazionale al momento sconosciuto". Quindi nerssun quarto uomo. Oggi la procura di Verona smentisce peraltro anche che ci sia un secondo indagato: "Non c'è nessun secondo indagato, quanto meno allo stato attuale", chiarisce la procuratrice capo di Verona, Angela Barbaglio.

Droga dello strupro e cocaina

Nessuna certezza ancora sulla natura di quella non meglio specificata 'droga liquida' per la quale "sarà necessario attendere ancora un po'". I due romeni sostengono si tratti di Ghb, la cosiddetta "droga dello stupro", e di averla ricevuta da Morisi, che però smentisce sia sua. In casa è stata trovata anche della cocaina, ma soli 2 grammi. Secondo il racconto del romeno perché "è stata consumata tutta".