Sette buone ragioni per andare a New York City? In realtà ce ne sarebbero… settemila, ma dovendo scegliere un filo conduttore per una breve vacanza perché non dedicarci a tutto ciò che è trendy in fatto di arte e design, settori nei quali da sempre la città è all’avanguardia, unendo magari qualche spunto per goderci l’atmosfera prenatalizia o natalizia, se si avrà la fortuna di trascorrere le prossime feste nella Grande Mela? (tante info. su www.nycgo.com)? .

La partenza. Poiché il viaggio per chi non abita a Milano può iniziare il giorno prima, per restare nel tema del tour (novità e design) si può pernottare nel Moxa Hotels (moxyhotels.com) inaugurato a Milano Malpensa, Terminal 2, il 1° settembre 2014. Un boutique hotel che unisce stile, tecnologia, un rapporto qualità-prezzo molto buono e collegamenti al terminal 1 efficienti.
Come arrivare. Dall’Italia, fra le compagnie che volano a New York, Swiss International Air Lines è davvero efficiente: da Milano Malpensa si arriva in un’ora all’aeroporto di Zurigo (che da anni si fregia del titolo di ) e l’attesa per il volo che porta al JFK è di sole due ore. Swiss coccola i passeggeri in volo ma non solo: a Zurigo ci sono ben sei Lounge! Sul sito www.swiss.com informazioni e tanti consigli.
Come muoversi in città. Arrivati a New York ci si sposterà in metro, il mezzo più economico e soprattutto rapido. Ma c’è da ricordare che i taxi non mancano mai, si fermano al volo e soprattutto hanno tariffe abbordabili (più che in Italia).
Dove andare. Prima tappa al Whitney Museum of American Art che è affascinante, poi a Brooklyn e nel Queens alla scoperta dei luoghi (musei e non solo, anche graffiti) dove trovare opere di artisti emergenti. Senza dimenticare il luogo dove sorgevano le torri gemelle distrutte quindici anni fa del tremendo attentato che tutti ricordiamo.
La tradizione. Se ci capiterà di essere a New York il 24 novembre, scordiamoci shopping e negozi aperti: la città si mobilita per i Thanksgiving Day, il giorno del ringraziamento, famoso anche dai film perché nelle famiglie si porta in tavola il tradizionale il tacchino ripieno. A New York si svolge la, Macy’s Thanksgiving Day Parade una sfilata di carri mascherati lungo tutta la Fifth Avenue.(macys.com/parade).
Il venerdì successivo c’è il Black Friday, ovvero una giornata di festa che segna l’inizio del periodo di shopping natalizio. Non solo: questo giorno è tanto importante per gli americani che vede addirittura la chiusura della borsa di Wall Street! Senza dimenticare che il 29 novembre ci sarà l’accensione dell’albero di Natale al Rockfeller Center, una premessa dei festeggiamenti di Capodanno a Times Square ( nycgo.com/holidays).
Ed ecco sette cosa da fare!

1) Una giornata al Whitney con passeggiata e incontri a sorpresa


Il Whitney Museum of American Art dal maggio 2015 è stato trasferito nel Meatpacking District. La struttura è opera di Renzo Piano: tanti livelli, tante terrazze, e la più importante raccolta al mondo d’arte moderna e contemporanea di artisti americani. Cosa che detta così può far pensare a qualcosa di molto serio e anche noioso, ma è il contrario, in realtà ci sono installazioni anche divertenti: come si può restare indifferenti alla gigantesca statua di un signore di cera che in realtà è una gigantesca candela, con lo stoppino acceso sul cappello, che arde lentamente fino alla consunzione totale dell’opera? Nella boutique del Museo ci sono tanti gadget che ricordano le opere esposte invitalo a uno shopping all’insegna del buon gusto. Si può unire la visita a un percorso della High Line, una delle passeggiate più belle di New York: è un’emozione percorrere una linea ferroviaria sopraelevata in disuso lunga 2,3 chilometri, nel cuore di una delle zone più industriali di Manhattan e trovarsi, in realtà, in una grande oasi verde. Il percorso si snoda da Gansevoort Street nel Meatpacking District, attraverso il quartiere di Chelsea, per terminare poi nel West Village, all’altezza della 34th Street, vicino al Javits Convention Center. Camminando vi può capitare di fare strani incontri, come dei tipi in mutande nel mezzo del percorso: in reatà sono istallazioni artistiche a grandezza naturale, accanto alle quali è difficile resistere al desiderio di farsi fotografare! 


2) Nuovi graffiti a Brooklyn

Per capire al meglio due quartieri emergenti di Brooklyn, Bushwick e Williamsburg, ci vogliono guide locali. Come quelle di Brooklyn Unplugged Tours e Free Tour By Foot. Le guide ci spiegheranno come due quartieri fino a non troppi anni fa considerati poco sicuri se non addirittura malfamati, siano diventati ora trendy ed artistici. Ed in fatto d’arte stupisce non poco Bushwick, dove una serie di altrimenti anonimi capannoni che ospitano fabbri e altri artigiani sono diventati punto di riferimento per artisti di mezzo mondo. Perché gli edifici industriali sono un vero museo a cielo aperto grazie ai giganteschi murales che li decorano, opera del Bushwick Collective (https://www.facebook.com/TheBushwickCollective) / movimento senza scopo di lucro e apolitico creato da Joseph Ficalora. Neanche quarant’anni, Joseph parla un po’ in inglese e un po’ con un curioso dialetto siciliano antico appreso in casa. Originario di Castellamare del Golfo, Joseph è emigrato a New York bambino ed è arrivato nel quartiere coi genitori che qui hanno aperto un’officina. Dopo la scomparsa del padre prima, poi dell’amata mamma, ha attraversato momenti difficili che gli hanno fatto avere anche guai con la giustizia. Ma ne è venuto fuori con coraggio, anzi è diventato un personaggio molto stimato: in memoria della sua amata mamma da oltre cinque anni sostiene questo movimento spontaneo dove ogni artista non ha sovvenzioni ma ha uno spazio dove può dipingere quel che vuole. La gente della zona è contenta di questa popolarità che attira e turisti, ed aprono nuovi bar e ristorantini.
Anche Williamsburg è diventato hipser in particolare nella parte nord: era un quartiere operaio, ora le case hanno i prezzi di Manhattan. Bedford Avenue è la via principale, con negozietti caratteristici, boutique e locali. Soprattutto d’estatei newyorchesi ci vengono per una pausa lungo l’East River State Park cove fanno pic- nic con vista spettacolare sullo skyline di Manhattan. Nella parte sud di Williamsburg vive la più rande comunità di ebrei ortodossi di America, gli hassidici: sono 60 mila, provenienti dall’ Est Europa, da dove fuggirono in seguito alle persecuzioni razziali. Sembra di essere fuori dal tempo, con gli uomini dai lunghi riccioli ai lati della testa e le donne con la parrucca perché hanno il cranio rasato.
Infine, a Brooklyn trovate anche un big  della gastronomia, la Peter Luger Steakhouse : è un’istituzione nazionale, che fu fondata da un tedesco, Peter Luger, nel 1887, con il nome di “Carl Luger’s Cafe, Billiard and Bowling Alley”. Il locale ha avuto momenti di decadenza, è stato anche chiuso, ma poi ha ripreso il suo ruolo nell’ambito delle migliori bisteccherie.

3) Queens: MoMaPsi e non solo

Il Queens oggi è uno dei quartieri più trendy, da scoprire con le guide volontarie e gratuite di Big Apple Greeter. Anche qui gli antichi edifici industriali sono statu riciclati in alberghi di lusso e condomini con appartamenti miliardari. Da vedere lo SculptureCenter a Long Island City (www.sculpture-center.org), un ex magazzino nei cui meandri sono ospitate a rotazioni mostre di artisti. E così nei suggestivi sotterranei le opere d’arte a volte evocano strani fantasmi! Poi, un’altra tappa fondamentale è il MoMAPS1 (mamaps1.org), dove anche qui l’arte contemporanea è di casa. E’ in un’ex scuola e nel bar-mensa ci sono banchi e lavagne. E poiché il luogo è spazioso e di fascino, è anche un punto di ritrovo per i giovani. Da non perdere poi una passeggiata nel Gantry Park che ci regala una delle più suggestive viste su New York: è sulla riva occidentale dell’East River, di fronte alle Nazioni Unite ed è una delle mete preferite degli abitanti della zona per godersi un po’ di relax. Da qui si vede anche il famoso ponte di Queensboro che unisce Manhattan al Queens ed è famoso per essere uno dei punti-clou della Maratona di New York..
Una curiosità: Brooklyn e Queens sono il regno dei birrifici artigianali e vengono organizzati anche tour per visitarle.

4) L’Osservatorio e la memoria

Aperto a fine maggio 2015, il One World Observatory (https://oneworldobservatory.com/) sorge nell´area di Ground Zero dove c’erano le Torri Gemelle. E’ il quarto grattacielo più alto al mondo, 541 metri e offre un panorama a 360° di Manhattan. Per arrivare all’osservatorio ci sono 5 ascensori che portano in cima in meno di 60 secondi, durante i quali scorrono sulle pareti immagini che simboleggiano la storia della nascita di New York. L’ascensore ci porta al centesimo piano, con vista a 360 gradi sulla città.
Nella piazza sottostante l’Osservatorio ci sono due grandi vasche: sorgono dove c’erano le Torri Gemelle, con incisi i nomi delle vittime

5) Cosa e dove mangiare

A New York si mangia un ottimo pesce. Come da Jams, (http://www.jamsrestaurant.nyc) locale ecosostenibile e trendy che fa parte dell’ Hotel Central Park. Ha una stella Michelin il raffinato ristorante Aureole (www.charliepalmer.com/aureole-new-york), da provare la tartare di tonno pinne gialle. A Williamsburg un locale per spuntini è Pies ‘n Thighs, molto carino. A Long Island City gustose insalate al LIC Market. E per una serata diversa, da provare la crociera con cena di pesce al Fish Bar at North River Landing (northriverfishbar.com): si cena a bordo del del World Yacht, navigando un’ora e mezza lungo l’Hudson, con davanti lo skyline di New York. Infine, è una bella esperienza Rosa Mexicano Union Square, un angolo di cucina messicana nel cuore di New York, dove spicca un guacamole ottimo e abbondante.


6) Notti da vip

Per dormire da vip c’è The Knickerbocker (www.the The Knickerbocker.com), 5 stelle a Times Square aperto nel febbraio 2015. Fondato nel 1906 da John Jacob Astor IV e ritrovo del jet set, dopo alterne vicende fu chiuso ma ora splende di nuovo con camere bellissime e un servizio davvero eccezionale. Da non perdere l’aperitivo all’ultimo piano con vista sul Times Square dove a Capodanno scende la sfera (camera a partire dai 500 euro a notte). Altro indirizzo da segnarsi è INNSIDE New York NoMad (www1.melia.com/it/hotels/stati-uniti/new-york/innside-new-york-nomad/index.html) al numero 132 della 27esima Strada West, tra la 6° e la 7° Avenue, vicino alla New York Highline, a Times Square e al Madison Square Garden. Inaugurato nel febbraio scorso è un albergo di design con personale gentilissimo, è vicino ai Teatri, allo shopping e a Union Square. Offre 313 spaziose camere e suite, con un design contemporaneo e di tendenza,
Nel quartiere emergente NoMad (North of Madison Square Garden), il nuovo INNSIDE New York NoMad offre agli ospiti anche la possibilità di esplorare una nuova area della città, diventata famosa per le sue mostre d’antiquariato e i mercatini vintage o di scoprire la nuova nightlife newyorkese. Il ristorante dell’hotel, l’Impero Caffè by Scott Conant, offre una terrazza all’aperto con ed è diretto dallo Chef e star televisiva Scott Conant.  Costo a notte in camera doppia $249.


7) E infine shopping!

Difficile resistere allo shopping nella Grande Mela. Un classico è cominciare la visita dai negozi della Fifth Avenue perfetti se si ha un sostanzioso budget ,soprattutto nel tratto dalla 49th alla 60th Street dove si trovano le griffe più famose. E già che ci piace sognare, d’obbligo una visita ai grandi magazzini della città, tra cui Macy’s, Saks Fifth Avenue, Bergdorf Goodman, Bloomingdales, Lord & Taylor, e Tiffany & che già iniziano a presentare le loro elaborate vetrine di Natale, che possono essere ammirate per tutta la stagione. Se poi ci piace il lusso, c’è Brookfield Place, inaugurato lo scorso anno a Lower Manhattan: tra i negozi presenti nel centro commerciale, Ermenegildo Zegna, Gucci, Tory Burch e Salvatore Ferragamo (brookfieldplaceny.com). Da  fare poi una visita al nuovo Westfield World Trade Center che è una destinazione a sé, che combina shopping (in oltre 100 negozi), buon cibo, cultura, arte e architettura (westfield.com). Per uno shopping un po’ più economico ma originale ci sono poi i mercatini di Natale che riaprono in diversi punti della città, tra cui Bryant Park (30 ottobre – 3 gennaio), Union Square (17novembre – 24 dicembre), Columbus Circle (29 novembre – 24 dicembre) e Grand Central Terminal (14 novembre – 24 dicembre). Infine un indirizzo molto amato dagli italiani: Ralph Lauren a Times Square, che sta aperto fino a mezzanotte e dove i nostri connazionali fino all’ora di chiusura si disputano le famose T-shirt, non proprio a buon mercato ma sempre meno care che in Italia. 

gloriaciabattoni@gmail.com