Marc Marquez (Lapresse)
Marc Marquez (Lapresse)

Le Mans, 18 maggio 2019 - La considerazione numero uno è che Marquez vuole provare in Francia la prima fuga da Mondiale. Scivola, tocca l’asfalto, si rialza con un guizzo felino e alla fine si prende la pole. Insomma – escluso lampi imprevedibili –, il numero uno della Honda oltre a dare spettacolo si conferma pilota micidiale. E imbattibile.

La seconda condiserazione riguarda la Ducati che con Petrucci e Miller (Pramac) si conferma la moto giusta per infastidire (o almeno tentare di farlo) lo strapotere Honda. Petrucci e Miller, dunque, ma un po’ meno Dovizioso.

Così, il concetto del Dovi da ritrovare aiuta ad allargare l’analisi delle qualifiche anche a Valentino Rossi. Entrambi, Andrea e Vale, appunto, ci sono ed è molto probabile che si siano risparmiati un po’ in qualifica per poi iniziare a fare sul serio in gara.

Detta così, quindi, l’attesa per il Gp di Francia diventa un’attesa segnata da tante buone sensazioni. Se infatti da una parte c’è un Marquez che potrebbe permettersi il lusso di fare lo spavaldo, dall’altra c’è quel pacchetto di piloti (da Petrucci a Rossi, passando per Miller e Dovizioso) che giro dopo giro, curva dopo curva, avranno l’opportunità di rovinare la galoppata di Marc.

Lo dice la griglia di partenza, ma lo dicono soprattutto i passi in avanti significativi che Rossi e la Yamaha sembrano aver fatto dagli errori e la poca concretezza delle libere, ai giri in qualifica dove è stato sufficientemente evidente che il passo gara Rossi ce l’ha e questo, con una partenza da buona posizione come la seconda fila, può rivelarsi un ottimo spunto per fare bene.

Un’occhiata a Lorenzo (Honda) che forse si sta svegliando e Vinales che per la strana legge del contrappasso al box Yamaha è andato male in contraltare alle buone sensazioni di Valentino.