Andrea Dovizioso, 35 anni, in azione ieri nelle prove libere a Misano: il pilota forlivese cercherà di trovare la massima intesa col mezzo in vista della stagione 2022
Andrea Dovizioso, 35 anni, in azione ieri nelle prove libere a Misano: il pilota forlivese cercherà di trovare la massima intesa col mezzo in vista della stagione 2022
di Marco Galvani "Da 0 a 10, sono contento 10 di tornare a correre e di farlo con la Yamaha". Andrea Dovizioso non ha resistito neanche una stagione lontano dal paddock e dai box del Motomondiale. Ad anni 35 il Dovi è sempre più ‘undaunted’. Imperterrito. Cuore impavido. Disposto ancora a rischiare e soffrire per ottenere i risultati. La nuova chance è nel box Yamaha. Al fianco di Valentino Rossi. Un dream team. Squadra SRT Petronas. Prima uscita ufficiale questo weekend a Misano. Ma sia chiaro a tutti: nessun...

di Marco Galvani

"Da 0 a 10, sono contento 10 di tornare a correre e di farlo con la Yamaha". Andrea Dovizioso non ha resistito neanche una stagione lontano dal paddock e dai box del Motomondiale. Ad anni 35 il Dovi è sempre più ‘undaunted’. Imperterrito. Cuore impavido. Disposto ancora a rischiare e soffrire per ottenere i risultati. La nuova chance è nel box Yamaha. Al fianco di Valentino Rossi. Un dream team. Squadra SRT Petronas. Prima uscita ufficiale questo weekend a Misano. Ma sia chiaro a tutti: nessun pilota può lanciarsi nella mischia della MotoGp e pensare di essere competitivo fin da subito. Scendere in pista nella seconda metà di stagione ha l’unico scopo di dargli il tempo di trovare confidenza con la moto, oliare i rapporti con la squadra, conoscere le gomme. Nell’ottica del prossimo campionato. Tutto senza pressione. Andrea è pronto. "Ha vissuto tutto l’anno molto bene – assicura il suo manager Simone Battistella – è riuscito a fare quello che voleva, ossia staccare un po’ la spina, rilassarsi, godersi una vita diversa rispetto a quella che ha vissuto per gli ultimi vent’anni". E torna a correre "se ci sono le condizioni di poter vincere, questa è la sua mentalità".

L’habitat, nel box, è il suo. La garanzia è Ramon Forcada, un tecnico che conosce la Yamaha come forse nessuno mai. Calmo, riflessivo. Proprio come il Dovi. Che, in fondo, torna un po’ a casa. Perché nel 2012, dopo 10 anni alla Honda e un titolo 125 nel 2004, Andrea ha ceduto alla tentazione di una stagione con il team Tech 3 Yamaha. Ottiene sei terzi posti (Catalogna, Paesi Bassi, Germania, Italia, Indianapolis e Aragona) e conclude la stagione al 4º posto. Non gli basta. E passa in Ducati. Otto stagioni da ufficiale di Borgo Panigale. Una moto difficile, la Desmo. Dopo Casey Stoner nessuno è mai riuscito a portarla sul tetto del mondo. Anni di batoste, di compagni di squadra più o meno sopportati, di prestazioni a salve. Fino ai tre anni di fila (2017-2019) da vice campione del mondo. Amarezza, frustrazione. Il clima nel box che si ‘avvelena’. Uno snervante tira e molla di mercato. La scelta di Ducati di puntare su ‘Pecco’ Bagnaia e Jack Miller.

Nella girandola del mercato piloti 2020 lui si tiene in disparte. Preferisce aspettare l’occasione giusta. Cede al corteggiamento dell’Aprilia, ma alla fine l’accelerazione della rottura tra Maverick Vinales e la Yamaha, con lo spagnolo arruolato dalla casa di Noale, ha innescato l’effetto domino che ha portato il Dovi a fare squadra con Rossi. Di appendere il casco al chiodo non ha proprio intenzione: "L’età ancora non si è fatta sentire".