Aurelio De Laurentiis (Ansa)
Aurelio De Laurentiis (Ansa)

Napoli, 18 agosto 2021 - C'era una volta uno dei pochi club dal bilancio sano e dalle casse pullulanti di denaro fresco: poi la concomitanza tra la pandemia da Covid-19 e la mancata qualificazione alla Champions League per due anni consecutivi ha letteralmente falcidiato i conti del Napoli, con la conseguenza del mercato apparentemente parco che è sotto gli occhi di tutti.

I numeri della crisi

 

Sembra passata una vita da quando il patrimonio netto del club partenopeo parlava di 126 milioni, di cui 124 liquidi e soprattutto dello zero nella casella dei debiti con le banche. Il resto l'hanno fatto gli eventi precedentemente elencati ma non solo: la crescita a dismisura delle spese sportive (259 milioni nella stagione 2019/2020) e in particolare del monte ingaggi hanno ultimato un lavoro che ha portato ai numeri piuttosto preoccupanti del bilancio chiuso (ma ancora da approvare) lo scorso giugno. Si comincia dagli oltre 50 milioni di perdita: molto più del doppio del dato precedente (19 milioni). C'è una voce che invece non è cambiata ed è quella delle entrate: 'appena' 179 milioni che non stanno crescendo perché mancano sia gli introiti derivanti dall'accesso alla Champions League sia gli incassi dalle corpose plusvalenze a cui era abituato un Napoli che, sostanzialmente, si autofinanzia. Una strada coraggiosa ma, in un certo senso, anche necessaria visto che si parla di un club che non può contare sui guadagni che per esempio derivano dalle infrastrutture. Da questa lunga premessa si capiscono meglio le difficoltà vissute nell'attuale sessione di mercato, che solo nella giornata odierna ha intaccato la voce delle entrate.

Juan Jesus ufficiale

 

Il primato va a Juan Jesus, che si è legato ai colori azzurri per un anno con opzione per la stagione seguente: il brasiliano ha firmato un contratto da un milione netto più 200mila euro di bonus legati alla qualificazione in Champions League, tanto per restare in tema di quello che, per ovvi motivi, dovrà essere l'obiettivo minimo del Napoli. Mai come nel caso del club partenopeo le questioni meramente sportive si incrociano con forza con quelle economiche: per queste ultime la palla passa ad Aurelio De Laurentiis, che eventualmente dovrà prendere decisioni anche impopolari in uscita. Per la parte ludica il burattinaio è invece Luciano Spalletti: a lui il compito di far crescere la squadra in campo e, in un certo senso, anche fuori, riavviando quella macchina perfetta che aveva eletto il Napoli a modello virtuoso pronto a essere imitato dalle altre società.

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