Steph Curry (LaPresse)
Steph Curry (LaPresse)

Oakland (Stati Uniti), 16 gennaio 2019 – Dopo i 142 punti rifilati ai Denver Nuggets, i Golden State Warriors campioni NBA in carica hanno seppellito sotto a un’altra valanga di punti segnati (147-140) anche i New Orleans Pelicans. Il match è stato a dir poco scoppiettante perché gli Warriors hanno dovuto ben presto mettersi all’inseguimento di Anthony Davis (30 punti e 18 rimbalzi) e soci che a 8’ dall’intervallo sono volati persino a +17 (51-34). Gli Warriors non hanno però mai mollato la presa e, grazie soprattutto ad uno Steph Curry da record e autore di 41 punti con 9 triple (unico giocatore nella storia NBA a segnare almeno 8 triple in tre partite consecutive), sono riusciti a ritornare prepotentemente in partita mettendo definitivamente la testa avanti a 4’49” dalla fine con un canestro di Livingston. Looney, Durant e Curry hanno poi fatto il resto sigillando il successo di Golden State. Un’altra serata da protagonista l’ha vissuta anche James Harden che per la seconda gara di fila (gli era già successo nel 2017) ha superato quota 50 punti mandandone a bersaglio 58 (a cui ha aggiunto anche 10 rimbalzi e 6 assist) che però non sono bastati per portare al successo i suoi Rockets contro i Brooklyn Nets, bravi ad imporsi per 145-142 dopo un tempo supplementare. I texani hanno pagato a car prezzo le assenze di Chris Paul e Clint Capela e nell’overtime sono caduti sotto i colpi di Spencer Dinwiddie che tra quarto quarto e supplementare ha siglato 25 dei suoi 33 punti totali.

Restando in Western Conference i tifosi italiani non possono non aver accolto con favore la vittoria dei San Antonio Spurs di Marco Belinelli, che hanno sconfitto in rimonta 105-101 i Dallas Mavericks. Partiti con un pesante -18 sul groppone (44-26 a 9’ dall’intervallo lungo), i texani hanno pian piano capovolto le sorti de match azzerando il gap e giocando un eccellente secondo tempo che ha permesso loro di spiccare il volo (60-45 il parziale dell’ultima metà di gara). Tra i protagonisti di questo successo neroargentato c’è appunto anche lo stesso Belinelli, autore di una prova molto convincente (17 punti, 2 rimbalzi e 2 assist) e anche di alcuni punti pesantissimi nei momenti chiave del match (suoi il canestro del pareggio a 11’ dalla fine e i liberi del definitivo 105-101). Serata da dimenticare invece per Danilo Gallinari che con i suoi Los Angeles Clippers ha rimediato una sonora sconfitta in casa contro gli Utah Jazz (129-109). A trascinare al quinto successo consecutivo la franchigia di Salt Lake City è stata la coppia d’oro composta da Rudy Gobert (23 punti e 22 rimbalzi) e da Donovan Mirtchell (28 punti) che hanno bombardato il canestro dei californiani. Intanto ad Est c’è stato l’ennesimo cambio a vertice: I Boston Celtics, dopo aver riabbracciato Kyrie Irving che era rimasto fermo una gara per un problema alla gamba, hanno infatti mandato a tappeto i Toronto Raptors primi della classe 117-108: proprio Irving con in suoi 27 punti e 18 assist è stato l’arma in più dei biancoverdi che hanno preso il largo nel secondo quarto con un break di 34-17 e non hanno più ceduto il passo grazie anche a quanto fatto da Al Horford (24 punti), Jayson Tatum (16 punti e 10 rimbalzi) e Gordon Hayward (18 punti). Questo ko dei Raptors ha favorito il ritorno in vetta dei Milwauee Bucks di Giannis Antetokounmpo (27 punti e 11 assist) che hanno superato 111-101 i Memphis Grizzlies. Infi9ne hanno vinto anche i Detroit Pistons (120-115 contro gli Orlando Magic) e i Portland Trail Blazers (129-112 contro i Ceveland Cavaliers).

MATTEO AIROLDI