Austin Daye (Foto Ciamillo-Castoria)
Austin Daye (Foto Ciamillo-Castoria)

Pesaro, 16 febbraio 2020 – L’Umana Reyer Venezia alza al cielo la Coppa Italia di basket 2020 dopo aver piegato 73-67 una Happy Casa Brindisi che per il secondo anno di fila si vede sfuggire sul più bello la vittoria finale. Il successo dei lagunari è pienamente legittimato da un controllo sui ritmi e i punteggi del match durato per tutti i 40’ del match in cui gli uomini di De Raffaele sono riusciti a non far prendere il giusto ritmo ai salentini grazie alla difesa a zona usata più volte, togliendo dalla partita delle pedine fondamentali come John Brown (soltanto 3 punti per l’ex Treviso) e Darius Thompson che non hanno così potuto supportare un Adrian Banks ancora una volta ai limiti della perfezione con i suoi 27 punti . Anche in attacco la Reyer si è però dimostrata una grande squadra portando quattro uomini in doppia cifra guidati da Mitchel Watt (17 punti) e da un Austin Daye (nominato MVP di queste Final Eight nella Pesaro dove sia lui che il padre hanno giocato) autore di 13 punti ma soprattutto di quelle giocate chiave che hanno stoppato tutti i tentativi di rimonta di Brindisi che non è mai riuscita ad azzerare il -13 di partenza figlio anche del 3/17 al tiro nei primi 10 minuti.

Dopo 3’ di digiuno, De Nicolao stappa il canestro avversario dando il là al primo tentativo di fuga degli orogranata che mandano a bersaglio tre bombe in un amen e confezionano un 11-2 che costringe Vitucci al timeout. Il minuto di sospensione non ferma però le difficoltà di Brindisi che inizia con un disastroso 1/13 al tiro (diventato 3/17 al suono della prima sirena) e sprofonda a -13 sotto i colpi di Watt (15-2). In soccorso dei salentini arrivano Banks e Zanelli che confezionano uno 0-6 per il -7 prima della tripla a fil di sirena di Tonut che riporta in doppia cifra il vantaggio veneziano al termine del primo quarto (18-8). L’inerzia è tutta dalla parte della Reyer anche in una seconda frazione in cui si segna con il contagocce (4-4 il parziale dopo 5’ di gioco). Le cose cambiano leggermente quando Chappell è costretto a tornare in panchina per un prematuro terzo fallo: Thompson e Banks, infatti, non si lasciano scappare l’occasione e, nonostante un tripla di Mazzola, riescono a riportare a stretto contatto l’Happy Casa che, anche grazie al buon lavoro a rimbalzo, all’intervallo lungo si ritrova con sole quattro lunghezze da recuperare (34-30).

Il -3 Happy Casa griffato in apertura di secondo tempo grazie alla tripla di Martin si rivela illusorio: in un battito di ciglia, infatti, la Reyer si riaccende e piazza un 7-0 chiuso da Watt che vale il nuovo +10 orogranata (43-33). Brindisi incassa e reagisce provando a pareggiare l’intensità di Venezia e spingendosi fino al -5 con l’opportunità più volte mancata di accorciare ulteriormente le distanze (46-41). Errori pagati a caro prezzo perché la difesa a zona della Reyer torna a salire di colpi e Bramos e Watt firmano il 50-43 a 10’ dalla fine. Gaspardo e Campogrande provano a suonare la carica salentina con tre siluri ravvicinati che dimezzano il gap (55-51), ma dall’altra parte arriva la pronta replica di Venezia che repentinamente trova il nuovo massimo vantaggio spingendosi a +14 al culmine di un break di 10-0 alimentato in maniera decisiva dalle triple di Daye e Tonut (65-51). Brindisi e spalle al muro e nel momento di maggior bisogno si aggrappa ad Adrian Banks, il suo uomo simbolo che prova a ripagare la fiducia in lui riposta guidando la rimonta biancoblu che si ferma sul -4 a 1’12” dalla fine. Martini perde infatti un pallone sanguinoso e sul ribaltamento di fronte arriva l’ennesima gemma dall’arco di Daye che chiude i conti.