Marco Belinelli (LaPresse)
Marco Belinelli (LaPresse)

Milano, 5 settembre 2018 – L’estate 2018 è stata a dir poco importante professionalmente per Marco Belinelli che, dopo aver concluso la sua esperienza con la casacca dei Philadelphia 76ers, ha scelto di tornare ai San Antonio Spurs di Gregg Popovich con cui nel 2014 vinse il titolo NBA. Il fuoriclasse nativo di San Giovanni in Persiceto, intercettato a margine di un evento promozionale dai microfoni di Sky Sport, ha parlato appunto della scelta di riabbracciare la franchigia texana che nel frattempo però ha perso alcuni cardini come Parker, Ginobili e Duncan. Partenze che potrebbero rendere la presenza nel roster di Belinelli, che conosce bene l’ambiente, ancor più importante tatticamente e a livello di chimica di spogliatoio: “Mi hanno cercato per dare un contributo importante sin dall’inizio. Non so se giocherò in quintetto o partirò dalla panchina. La cosa importante per me è giocare e cercare di fare quel che serve per far vincere la squadra. Rientrare in quello spogliatoio per me sarà particolare ed emozionante perché allora ero seduto accanto a Ginobili e Duncan. Manu è stato importantissimo per me perché sin dai primi giorni mi ha aiutato ad entrare nel sistema e con lui giocavo molto bene”. L’obiettivo, pur senza partire con i galloni della favorita è quello di stupire ancora tutti e aprire un nuovo ciclo vincente: “Non partiremo come favoriti ma è quasi sempre stato così. Nonostante questo abbiamo sempre cercato di puntare alla vittoria e alla fine potremo anche stavolta fare una buona stagione. Non sarà facile perché le concorrenti si sono rinforzate prendendo giocatori come James e Cousins e il livello è molto alto”.

Inevitabile poi una chiosa dedicata all'Italbasket che dovrà affrontare senza di lui Polonia ed Ungheria in due gare che potrebbero rivelarsi fondamentali per la conquista di un posto ai Mondiali del 2019, traguardo che Belinelli augura ai compagni di raggiungere pur non risparmiando una stoccata ai calendari FIBA: “La Nazionale mi mancherà perché in tutti questi anni in cui ne ho fatto parte, nonostante i risultati non siano stati sempre positivi, ho provato emozioni indescrivibili che solo l’indossare quella maglia ti da. Per tanti motivi, a cominciare da come la FIBA ha organizzato le cose, non ci potrò essere, ma farò di tutto per stare vicino ai ragazzi che andrò a trovare a Bologna. Spero tanto che raggiungano questo traguardo perché vedo il gruppo molto unito e pieno di giovani con tanta voglia di dimostrare”.