Lonzo Ball (LaPresse)
Lonzo Ball (LaPresse)

Los Angeles (Stati Uniti), 18 gennaio 2019 – Lo sbarco della NBA a Londra per l’ormai consueto London Game (questa è stata la nona edizione dell’iniziativa promossa dalla massima lega cestistica americana che il prossimo anno organizzerà queste gare a Parigi) quest’anno non ha di certo tradito e attese e ha offerto spettacolo, intensità e un finale degno de miglior thriller: alla 02 Arena di Londra a spuntarla per 101-100 sono stati Washington Wizards che hanno piegato i New York Knicks grazie ad un canestro di Thomas Bryant che ha messo il punto esclamativo sulla grande rimonta dei capitolini (spinti anche dai 26 punti di Bradley Beal) che ad inizio quarto quarto erano sotto di dodici lunghezze. Come detto però, l’ultima giocata è stata piuttosto contestata perché il tiro di Bryant è stato stoppato da Trier e gli arbitri hanno convalidato il canestro solo dopo aver controllato la revisione video.

Nel frattempo negli Stati Uniti andavano in scena gare con un maggior peso specifico per le classiifiche di Eastern e Western Conference: a Denver, ad esempio, i Nuggets padroni di casa hanno prontamente ritrovato la via del successo dopo il ko patito contro i Golden State Warriors travolgendo 135-105 i malcapitati Chicago Bulls che in questo avvio di 2019 hanno portato a casa solo sconfitte (nove in altrettante gare giocate). A guidare a franchigia del Colorado sono stati ancora una volta Jamal Murray (25 punti) e Nikola Jokic che ha sfiorato l’ennesima tripla doppia (18 punti, 11 rimbalzi e 8 assist). Tra i Bulls, che hanno resistito soltanto nei primi dodici minuti di gioco per poi crollare e finire addirittura a -40 (133-93 a meno di 3’ dalla fine), si salva invece solamente Lauri Markkanen (27 punti e 10 rimbalzi).

Sul versante orientale della NBA, invece, i Toronto Raptors secondi in classifica hanno sudato più del previsto per mandare al tappeto i Phoenix Suns: a decidere la contesa ci ha pensato Pascal Siakam siglando allo scadere il canestro de definitivo 109-107. E dire che i canadesi, pur avendo dovuto rinunciare a Kawhi Leonard (tenuto a riposo precauzionale), sembravano in grado di potercela fare più agevolmente dopo aver chiuso il primo quarto in vantaggio 32-20 il primo quarto. Un grande Booker (30 punti) ha però riportato in partita i Suns, rispondendo colpo su colpo alle giocate di Ibaka (22 punti) e soci almeno fino al guizzo finale di Siakam. Subito dietro, i Philadelphia 76ers di Joel Embiid (22 punti e 13 rimbalzi), Jimmy Butler (27 punti) e JJ Redick (20 punti) hanno strapazzato 120-95 gli Indiana Pacers in uno scontro che li ha avvicinati sensibilmente a terzo posto occupato proprio dalla franchigia con sede ad Indianapolis (che ha una vittoria in meno dei Sixers). Infine sono arrivati anche i successi degli Charlotte Hornets (114-95 contro i Sacramento Kings) e dei Los Angeles Lakers che, pur essendo ancora orfani di LeBron James, hanno sconfitto 138-128 gli Oklahoma City Thunder dopo un supplementare: fatali ad OKC sono stati i canestri segnati nei 5’ finali da Kyle Kuzma (32 punti) e Lonzo Ball (18)