Portabandiera di Velenosi Roggio del Filare fra i top

Il grande Rosso Piceno Superiore Doc dell’azienda picena è al quarto posto fra i migliori cento vini compilata da Gentleman in base ai giudizi delle guide.

Portabandiera di Velenosi  Roggio del Filare fra i top
Portabandiera di Velenosi Roggio del Filare fra i top

Un Rosso Piceno ai vertici della qualità italiana. È il Roggio del filare, portabandiera dell’azienda Velenosi, una realtà consolidata che da ormai 38 anni produce un’ampia gamma di vini d’eccellenza nei suoi terreni fra il Piceno nelle Marche e le prime colline abruzzesi al di là del confine. Numeri in crescita per l’azienda che produce 2,3 milioni di bottiglie. Il riconoscimento per il pluripremiato Roggio del Filare – l’annata 2019 – è arrivato dalla classifica compilata da Gentleman incrociando i punteggi delle più note guide italiane.

Angela Velenosi, quindi le Marche non sono solo terra di bianchi, vero?

"No. Parliamo di una regione che forse nell’immaginario collettivo è identificata con il verdicchio, che riesce ad avere numeri di grande rilievo. Però l’eccellenza è a mio parere il Rosso Piceno superiore. E il Roggio del Filare negli ultimi dieci anni è sempre nella classifica di Gentleman come risultato dei giudizi ottenuti nelle guide più prestigiose. Il Roggio del Filare 2019 è in ottima compagnia al quarto posto, con Masseto, Sassicaia, Tignanello, i portabandiera dell’Italia nel mondo. Penso renda orgogliosa non solo me, trasporta un’intera regione alla ribalta".

Come nasce il Roggio del Filare?

"Quando decidemmo di produrre questo grande vino, proprio trent’anni fa, avevamo identificato questa vigna dove avremmo voluto produrre il nostro vino di punta. Aveva già dimostrato di essere una vigna di comprovata qualità, aveva 25 anni ed era per il 70% Montepulciano e per il 30 sangiovese che è la percentuale che si trova anche in bottiglia. è un Rosso Piceno Doc superiore".

Il nome è molto particolare.

"Roggio è una parola che appare in ’arano’, una poesia di Pascoli, proprio in relazione a una vigna, noi lo interpretiamo come i raggi del sole che attraversano le foglie della vite e li colorano di rosso. E nel tempo abbiamo prodotto anche la bottiglia iconica con il raggio che taglia il vetro. è un vino che distribuiamo in tutto il mondo ma la produzione è ridotta, 40mila bottiglie, e non può essere aumentata. Lavoriamo con le assegnazioni in modo che tutti i Paesi possano averlo".

Ci può descrivere il territorio nel quale nasce questo vino?

"Nel terreno del Roggio c’è una prevalenza di sabbia. Il contesto del sud della Marche è ideale, nel Piceno nasce il 52% della produzione regionale. Siamo una terra che produce vino con un territorio ideale: il 70% collinare e il 30 montuoso. S i tratta di terreni dai 230 metri in su he hanno davanti il mare con i venti che arrivano dai Balcani e alle spalle le montagne. I fiumi sono alla base della nostra biodiversit e del nostro clima. Lungo i fiumi si incanalano i venti che contribuiscono all’escursione termica estiva fondamentale per il nostro prodotto".

Con quali novità vi presentate al vinitaly?

"Velenosi è sempre controcorrente e cerchiamo di anticipare le mode. Porteremo due nuove immagini per le etichette di nostri due vini. Il primo è il Pecorino Docg Offida: attraverso l’etichetta raccontiamo il territorio le colline, la nostra sabbia il nostro mare con un pesciolino che nuota nell’Adriatico. E poi c’è un restyling del Solestà che potremmo definire un po’ il fratello minore del Roggio".

Patrick Colgan