Il convegno a Prato (foto Attalmi)
Il convegno a Prato (foto Attalmi)

Prato, 22 novembre 2018 - Ieri al Museo del Tessuto la tavola rotonda «L’evoluzione della filiera tessile: innovazione e sostenibilità». Ospiti illustri per il settimo appuntamento del ciclo di incontri «L’innovazione tecnologica nei distretti italiani», iniziativa organizzata da La Nazione e Qn Economia e Lavoro in collaborazione con Tim. A moderare la serata è stato il direttore de La Nazione e de Il Telegrafo, Francesco Carrassi
 

Committenti da una parte, contoterzisti dall’altra. L’eterna diatriba, tutta interna alla filiera tessile pratese, è tornata di attualità durante la tavola rotonda di ieri pomeriggio al Museo del Tessuto. Ovviamente declinata in una nuova accezione, più incentrata sui temi dell’innovazione, della sostenibilità, del riciclo e del riuso, che erano i pilastri dell’iniziativa. L’altro tema spinoso, la concorrenza sleale cinese, è stato sfiorato soltanto nel finale, quando finalmente i relatori hanno trovato il coraggio di rompere gli indugi. Ma andiamo con ordine.

Dopo i saluti istituzionali del direttore del Museo, Filippo Guarini, del sindaco Matteo Biffoni, dell’assessore regionale Stefano Ciuoffo, dell’assessore comunale Benedetta Squittieri (assente soltanto l’onorevole Antonello Giacomelli, trattenuto per impegni politici a Roma), di Elena Calabria, presidente di Cna Toscana Centro, e Luca Giusti, presidente di Confartigianato e della Camera di Commercio, è stato Francesco Marini a sfiorare per primo l’argomento filiera per conto di Confindustria: «Abbiamo un tavolo aperto, dentro la nostra associazione, per provare a ripensare i rapporti di filiera, a riscrivere le regole», ha spiegato Marini.

«Non è detto che il modello delle piccolissime imprese sia ancora attuale. Servono aziende, anche i contoterzi, più strutturate. Stiamo valutando nuovi modelli di business per il distretto». Sotto l’impulso del direttore de La Nazione e Il Telegrafo, Francesco Carrassi, moderatore del dibattito, sono arrivati i pareri dei relatori. Claudio Bettazzi, presidente di Monifil, non ha avuto remore: «Per favorire un ricambio generazionale e far diventare appetibile questo settore anche per i giovani serve una diversa distribuzione dei ricavi», ha precisato da contoterzista. «Gli investimenti in qualità, innovazione, tracciabilità possono e devono essere condivisi a monte e a valle della filiera. Servono regole nuove e idee nuove». Una linea condivisa da Alessandro Bastagli, presidente di Lineapiù Italia, una delle eccellenze riconosciute del territorio nel settore dei filati fantasia: «Senza i miei contoterzisti avrei un calo di produttività del 30%. Se ci sono aziende che lavorano in conto terzi strutturate è giusto che i committenti si siedano ad un tavolo e che insieme si pensi alle strategie comuni. Tutte le fasi della lavorazione devono essere ecosostenibili. Bisogna fare sistema». Dal canto suo Maurizio Sarti, presidente di Pratotrade, in rapresentanza dei produttori di tessuti ha aperto le porte alla discussione «anche se quando andiamo in giro come consorzio rappresentiamo già in giro per il mondo tutta la filiera, non solo i produttori di tessuti» ha precisato.

Gran parte della tavola rotonda, però, è stata incentrata sulle innovazioni che il 5G, in una relatà manifatturiera come quella nostrana, potrà apportare, anche e soprattutto a beneficio della filiera tessile: «Prato è una realtà sulla quale abbiamo sempre investito per aumentare la competitività delle aziene del distretto», ha spiegato Stefano Cinquini di Tim. «Al momento attuale la logica è quella di portare la fibra dove serve, in maniera dedicata. Stiamo investendo per portare la fibra fino a casa. Circa 26mila unità immobiliari sono già state cablate con il 4,5G. Il 5G sarà un cambio completo di paradigma, che, fra le altre cose, faciliterà la connessione fra aziende diverse della filiera e la trasmissione di dati».

Oltre che di velocità diverse, però, nel convegno si è parlato anche di due diverse «città». «E’ inutile negare che il distretto pratese risente anche della concorrenza sleale, in particolar modo orientale, ma non solo», ha chiosato Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio. «Oggi Prato non è fra le realtà dove si sta meglio anche per questo. Speriamo che il futuro e l’innovazione ci aiutino anche a superare questi problemi».

Leonardo Montaleni