di Giulia Prosperetti

Dal mondo dell’impresa a quello della scuola e della pubblica amministrazione l’Italia ha, negli ultimi mesi segnati dall’emergenza Covid-19, accelerato la propria corsa verso il digitale. Se nell’attuale scenario, la digitalizzazione, sempre più pervasiva e trasversale, ha assunto una rilevanza strategica per la competitività dell’Italia e dell’Europa tale processo di transizione presenta, tuttavia, anche dei rischi.

Con la diffusione dello smart working – di frequente effettuato con device personali e collegati a reti domestiche sempre più affollate di dispositivi connessi, spesso non aggiornati e non adeguatamente gestiti dal punto di vista della sicurezza informatica – si moltiplica esponenzialmente la possibilità di intrusioni nei sistemi aziendali. Sull’onda della pandemia tra i settori più esposti attualmente figurano case farmaceutiche, raccolte di fondi, strutture medico-sanitarie. Parallelamente al diffondersi dell’emergenza sanitaria si è, infatti, verificato uno spostamento da parte dei cyber-criminali dai tradizionali obiettivi militari e di intelligence verso la ricerca di nuovi farmaci, vaccini e test diagnostici. Questo l’allarme lanciato in un report da Leonardo, il polo italiano dell’aerospazio, difesa e sicurezza sulla base dei dati raccolti dai Security Operation Centres di Chieti e Bristol che, in soli due mesi, hanno contato 230mila campagne di malspam a tema Covid 19 nel mondo, il 6% verso l’Italia.

"Il piano digitale è diventato l’ultima frontiera di potenziali conflitti con diversi e non sempre dichiarati attoriprotagonisti. In tale contesto – come ha affermato l’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo – investire nella sicurezza cibernetica risulta, dunque, un elemento chiave in quanto la sicurezza e l’autonomia nazionali dipendono dalla resilienza dei sistemi digitali che fanno funzionare il Paese". Una sfida colta da Leonardo attraverso la messa a punto di un pacchetto di soluzioni per la ripresa delle infrastrutture critiche composto da nuovi prodotti ideati per la ripartenza dopo l’emergenza pandemica. Nell’ambito della serie di iniziative solidali messe in campo da Leonardo per aiutare il Paese durante l’emergenza figura lo smartworking cyber kit che, a partire dal 6 aprile scorso, è stato offerto gratuitamente fino al 30 giugno alle aziende richiedenti.

Il servizio, sintesi della metodologia e dell’approccio operativo di Leonardo per la protezione delle infrastrutture IT, prevede l’invio di report sulle nuove minacce cyber che sfruttano il tema Covid19 e su temi di Cyber Security sia di tipo analitico (scenari di attacco, attori principali, previsioni), sia di tipo tecnologico (specifici malware, loro evoluzione, dinamiche di attacco etc.). Per supportare le aziende nella riduzione dei rischi derivanti dall’utilizzo dello smart working Leonardo ha creato Cyber Trainer, un servizio di e-learning basato su Security Awareness, Learning e Exsercise. Remote SmartOffice è stato, invece, pensato per consentire alle aziende un’operatività immediata da parte dei dipendenti con strumenti di lavoro da remoto erogati in completa sicurezza e senza dover effettuare interventi invasivi sulle infrastrutture IT. Con l’obiettivo di facilitare il rientro dei lavoratori nelle aziende nel rispetto delle norme vigenti in questa fase il Gruppo ha, inoltre, messo a disposizione delle imprese Safe@work, strumento per la gestione ottimale degli accessi in azienda dei dipendenti, pensato per garantire la salute dei lavoratori e al contempo pianificare le turnazioni delle presenze.