22 mar 2022

Bologna d'acqua fa festa sui canali e scopre un mondo

L’affaccio sul canale delle Moline in direzione via Oberdan dove c’è anche il cancello dei lucchetti degli innamorati
L’affaccio sul canale delle Moline in direzione via Oberdan dove c’è anche il cancello dei lucchetti degli innamorati
L’affaccio sul canale delle Moline in direzione via Oberdan dove c’è anche il cancello dei lucchetti degli innamorati

Nel XII secolo Bologna era la quinta città europea per popolazione e il maggior centro tessile d’Italia, grazie soprattutto ai canali sfruttati in particolare per i mulini da seta. Quindi, pur essendo collocata lontana dal mare e non essendo attraversata da un fiume “importante“, l’universo acquatico l’ha dominata fin dal Medioevo e la memoria storica ha attraversato i secoli rimanendo nella toponomastica: un quartiere si chiama Porto, un altro Navile dal nome dell’omonimo canale ed esiste un ingegnoso sistema di Sostegni e opere idrauliche tuttora in funzione. E piccoli scampoli delle ricche acque sotterranee che l’attraversa sono diventati luoghi di culto per i turisti e non solo. In via Oberdan il canale di Reno, che in direzione via Augusto Righi diventa Canale delle Moline, si ammira da una cancellata che è diventata una sorta di Ponte Milvio petroniano per le migliaia di lucchetti degli innamorati che lì li hanno incatenati. Mentre a pochi metri l’alveo del canale prosegue verso la famosissima Finestrella di via Piella, originariamente lo spioncino di guardia di un funzionario delegato al controllo del livello dell’acqua quando erano funzionanti i mulini. E fino al 1808 al numero 45 di via Oberdan esisteva l’Oratorio della Madonna degli Annegati, così chiamato perché vi venivano esposti i cadaveri degli annegati nel canale, per essere riconosciuti. La curva ad angolo retto infatti, faceva sì che i corpi dei tanti annegati che la corrente trascinava lungo il canale si fermassero nell’angolo, e lì venivano recuperati.

Per questa somma di ragioni e non solo a Bologna la Giornata dell’Acqua è occasione di grandi celebrazioni e di un ricco calendario di appuntamenti codificati sotto il nome di “Acque in festa“ che domenica 27 culmina alle 10 nell’urban trekking Navile proprio sul tema “Raccontando Bologna Città d’acqua“ (partenza dal parcheggio del Museo del Patrimonio Industriale, via Beverara 123; info e prenotazioni 329-3659446, salviamo.navile@gmail.com) con visita al Sostegno del Battiferro e meta alla Salara affacciata sull’antico porto del Vignola. Inoltre l’associazione Vitruvio alle 16 di sabato 26 conduce alla scoperta dei Bagni di Mario, creati nel secondo Cinquecento per l’alimentazione della fontana del Nettuno e delle acque della prima collina (ingresso dai Giardini Margherita a Porta Santo Stefano; associazione.vitruvio@gmail.com), cui si aggiunge il giorno dopo alle 17 la visita guidata dei sotterranei della cisterna rinascimentale Conserva di Valverde.

Da oggi al 5 aprile all’Opificio delle Acque la mostra “I canali di Bologna“ che racconta per immagini questo scorrere urbano e il pubblico può votare la foto preferita (info.prenotazioni@canali dibologna.it). E sempre oggi alle 17,30 in via della Grada 12 (ingresso gratuito, prenotazioni al 389-5950213) l’incontro con la storica dell’arte Paola Goretti su “Sorella Acqua, laudata sii“ che ripercorre gli elogi conquistati dall’acqua nel corso del Medioevo tra liriche, preghiere, invocazioni.

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