Lunedì 27 Maggio 2024

Viaggio tra il ’culto’ in Giappone e la forte crescita in India

L'uva da tavola giapponese è un prodotto premium, con prezzi elevati e un mercato diverso dall'Europa. A Macfrut si discute del successo dell'India nel settore, nonostante le sfide recenti.

Viaggio tra il ’culto’ in Giappone e la forte crescita in India

Viaggio tra il ’culto’ in Giappone e la forte crescita in India

Se c’è un prodotto considerato premium in Giappone, quello è l’uva da tavola. Tanto che un ‘tradizionale’ grappolo di uva nel supermercato può partire da un prezzo minimo di 10 euro, per salire ulteriormente a seconda di varietà e quantità. Un mercato senza dubbio diverso da quello europeo e decisamente appetibile. Premesse che hanno creato aspettativa e interesse per la presenza a Macfrut di Toshihiko Saito, vicedirettore della divisione di frutticoltura, dell’Organizzazione nazionale per la ricerca agricola e alimentare tra i massimi esperti del Giappone su genetica e coltivazione dell’uva da tavola. "Nel 2021 – ha anticipato Sato -, il totale della superficie coltivata a vite in Giappone era di 16.400 ettari, per una produzione totale di 162.600 tonnellate. Il valore della produzione è stato stimato in oltre 190 biliardi di yen (1.172 miliardi di euro), al primo posto tra le colture arboree da frutto".

Nel corso del simposio si parlerà anche del ‘caso India’, passato da un contesto di produzione di piccola scala negli anni ’60, all’attuale ruolo di colosso mondiale. Ne discuterà Azhar Tambuwala di Sahyadri Farms, la più grande azienda agricola produttrice dello stato asiatico, che ha contribuito a sviluppare la coltivazione dell’uva da tavola in India promuovendo l’introduzione e diffusione di nuove cultivar di gruppi internazionali. "L’India ha iniziato la sua coltivazione commerciale tra la fine degli anni ‘60 e l’inizio degli anni ‘70, principalmente nello stato del Maharashtra – ha spiegato Azhar Tambuwala - Le esportazioni sono iniziate alla fine degli anni ‘90 verso il Medio Oriente. Successivamente, l’India ha ampliato le sue destinazioni verso Europa, Russia, Sud-Est asiatico e altri mercati mondiali, ma è nel nuovo millennio che la nostra produzione ha preso slancio nel mercato globale. Nell’ultimo quadriennio però abbiamo dovuto fare i conti con Covid, problematiche con le compagnie di navigazione, questioni geopolitiche e aumenti delle tariffe".