VERONA
UNA PRODUTTIVITÀ da 24mila euro ad ettaro, per un giro d’affari da 600 milioni di euro e un export in aumento del 10%. La Valpolicella traduce così la forza del proprio sistema produttivo, che con 62 milioni di bottiglie nel 2017 si conferma fondamentale per l’economia veronese. Secondo le elaborazioni (base Inps) realizzate dal Consorzio tutela vini Valpolicella su un campione significativo delle 2.300 aziende vinicole del territorio, la spesa media aziendale per le retribuzioni dei propri addetti è di circa 100mila euro per azienda, in un’area che da sempre fa dell’integrazione il proprio punto di forza, con 460 lavoratori extracomunitari, 1.030 provenienti da Paesi Ue e circa 1.080 italiani. A tutto questo va aggiunto l’indotto generato dai servizi e dal turismo. «Quella del vino è una delle economie principali di Verona, che non a caso è la prima città italiana per export enologico», ha detto la direttrice del Consorzio Tutela Vini Valpolicella, Olga Bussinello (nella foto). L’Amarone - che da solo vale 355 milioni di giro d’affari - spopola sui mercati esteri, a partire dalla Germania (+30%) che con quasi il 25% delle vendite rappresenta il principale sbocco per il fiore all’occhiello della Valpolicella. Bene anche gli Usa (+10%), Svizzera e Regno Unito (+5%).