Pochi giorni fa ho avuto la fortuna di intervistare Giulio Cappellini. Dico fortuna, e grande, perché quando ho la possibilità di stare per qualche ora a parlare con lui imparo moltissimo e ancora di più è quello che poi mi resta in mente della sua visione, del suo essere un grande scopritore di talenti mondiali del design, del suo saper leggere la contemporaneità, le tendenze, quello che la gente vuole, cerca, desidera. Dico questo perché le riflessioni che faceva Cappellini del modo di interpretare la casa sono davvero eloquenti, fotografano il cambiamento che è intervenuto in modo preciso e anche divertente. "Sai, qualche anno fa quando entravo in una casa...

Pochi giorni fa ho avuto la fortuna di intervistare Giulio Cappellini. Dico fortuna, e grande, perché quando ho la possibilità di stare per qualche ora a parlare con lui imparo moltissimo e ancora di più è quello che poi mi resta in mente della sua visione, del suo essere un grande scopritore di talenti mondiali del design, del suo saper leggere la contemporaneità, le tendenze, quello che la gente vuole, cerca, desidera. Dico questo perché le riflessioni che faceva Cappellini del modo di interpretare la casa sono davvero eloquenti, fotografano il cambiamento che è intervenuto in modo preciso e anche divertente. "Sai, qualche anno fa quando entravo in una casa magari perché invitato a cena, mi veniva mostrato con orgoglio il salotto, lo studio, la camera da letto. Poi nel corso della serata chiedevo dove fosse il bagno e la padrona me lo indicava quasi arrossendo".

Il bagno era qualcosa che si doveva nascondere, un luogo dove espletare funzioni fisiologiche, dove il corpo aveva il predominio sulla mente mostrando tutta la sua natura umana. Cosa succede adesso?Continua Giulio Cappellini. "Ora, a distanza di qualche decennio, succede che entro in una casa magari disegnata da un architetto e vedo subito il caarattere manifestato nella scelta dei rivestimenti e degli arredi. Ma quando magari chiedo di andare a lavarmi le mani, ora succede che i proprietari sono finalmente felici della mia richiesta e mi accompagnano con piacere a visitare la zona benessere". Il paradigma è cambiato, il luogo da nascondere ora si mostra con orgoglio perché è lì, più che altrove, che ci siamo ricavati un ambito di relax completo a contatto con l’acqua, un elemento rilassante che serve a rimettere in sesto le fatiche e lo stress. Il bagno quindi ha acquisito questa dimensione più totale, accrescendo la sua componente di spazio intimo a favore di una vivibilità da mostrare con una certa soddisfazione.

La prima sfida è vinta. Il desiderio di trasfrire in casa la piacevolezza di una Spa (Salus per Aquam), ovvero di un centro benessere in formato ridotto, è diventato uno dei must dell’arredamento. E la possibilità di ottenere il risultato si sta allargando a una platea sempre più estesa, sta passando dalla dimensione di élite a quella di chi con consapevolezza sa scegliere il giusto rapporto con il benessere. Oggi esistono impianti doccia che sono insieme cromoterapia e massaggio rilassante, che portano in fretta al risultato. L’altro elemento è la contaminazione degli ambienti: chi l’ha detto che la vasca da bagno non possa fare la sua presenza anche nella camera da letto? E che le saune possano trovare il loro spazio nel living, magari inserite nel contesto di una libreria? Che una piccola piscina, o vasca per idromassaggio, non possa essere collocata magari in un ambito outdoor, anche su una terrazza?

Dare spazio alla fantasia significa personalizzare i propri ambienti con soluzioni che rispondono a nuove necessità rivolte a tutta la famiglia. Altro tema importante: la salvaguardia dell’acqua. La ricerca tecnologica nel settore ha fatto passi da gigante, oggi gli impianti hanno tutti la possibilità di salvare acqua assicurando la stessa funzionalità. Questo significa flessibilità d’uso e rispetto per i valori della salvaguardia dle pianeta che i consumatori finali sempre più considerano una scelta importante al momento dell’acquisto.

Pierluigi Masini