Polizia penitenziaria
Polizia penitenziaria

Roma, 1 agosto 2021 – È riuscito a evadere dall'ospedale di Ostia un 31enne originario del Sudan, arrestato qualche giorno fa al suo arrivo all'aeroporto di Fiumicino, perché si riteneva avesse ingerito degli ovuli contenenti sostanze stupefacenti. Il giovane era ricoverato al Grassi, dove era piantonato dalla polizia penitenziaria in attesa dell'espulsione degli ovuli. Questa mattina, intono alle 4.30, è riuscito a fuggire.

Immediate sono scattate le ricerche da parte degli agenti della penitenziaria e dalle altre forze dell'ordine, che sono tuttora in corso. A riferirlo è il sindacato della Uilpa Polizia Penitenziaria, che lancia un appello alle istituzioni che si occupano di sicurezza: “Servirebbe il taser per i servizi all'esterno delle carceri”.

Non conosciamo ancora la dinamica esatta dell'evasione – spiega Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa - l'arrestato era in carico alla polizia penitenziaria da qualche giorno e al momento della fuga, per quanto abbiamo potuto apprendere, era ricoverato in una stanza ospedaliera dedicata proprio ai cosiddetti 'ovulatori' e piantonato da due uomini. Pare che sia riuscito a scardinare un'anta della porta e successivamente a forzare il blocco che la polizia
ha tentato di opporre senza, naturalmente, poter utilizzare le armi da fuoco in dotazione".

È un momento difficile quello vissuto dalla penitenziaria, che ancora sta vivendo un clima di forte tensione che si è creato dopo il pestaggio al carcere di Santa Maria Capua Venere, in Campania, che ha innescato polemiche a cascata su tutto il corpo. Tant'è che era stata emessa da Roma un'ordinanza che obbligava gli agenti a indossare la divisa solo una volta arrivati sul posto di lavoro, per evitare ritorsioni ingiuste. Sull'evasione di stanotte a Ostia, il sindacalista aggiunge: "Questo – dice De Fazio – potrebbe essere indicato come uno dei casi di scuola circa l'utilità della dotazione del taser anche per la polizia penitenziaria. Sia ben chiaro, non chiediamo e, anzi, riterremmo inutile e persino pericolosa e controproducente la disponibilità della pistola elettrica nelle carceri: al contrario. Però, pensiamo che sarebbe utilissima se non indispensabile in altri servizi espletati dal corpo della penitenziaria e del tutto assimilabili a quelli disimpegnati dalle forze di polizia a competenza generale, fra i quali, appunto, quello delle traduzioni (i trasferimenti dei detenuti, ndr) e dei piantonamenti dei detenuti".

"Ancora una volta - continua De Fazio - chiediamo al presidente Draghi e alla ministra Cartabia l'adozione di misure concrete per rafforzare il corpo di polizia penitenziaria a partire dagli organici e dagli equipaggiamenti, anche dotandola, al pari delle altre forze di polizia, del taser per i peculiari servizi assicurati all'esterno delle carceri".

https://www.quotidiano.net/cronaca/carcere-santa-maria-capua-vetere-1.6541441