Violenze in carcere, foto tratta da un video del quotidiano Domani
Violenze in carcere, foto tratta da un video del quotidiano Domani

Roma, 30 giugno 2021 - "Un'offesa e un oltraggio alla dignità della persona dei detenuti e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore, per il difficile, fondamentale e delicato compito che è chiamato a svolgere". Davanti ai video pubblicati dal quotidiano Domani di quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere l'anno scorso, il 6 aprile 2020 - fatti salvi gli ulteriori accertamenti dell'Autorità Giudiziaria e tutte le garanzie per gli indagati - la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, parla di "un tradimento della Costituzione: l'art.27 esplicitamente richiama il 'senso di umanità', che deve connotare ogni momento di vita in ogni istituto penitenziario". 

Le immagini mostrano detenuti costretti in ginocchio, con le mani dietro la testa, presi a calci e manganellate. ''Testate con casco - si legge dal quotidiano -, schiaffi, colpi inferti con il manganello nelle gambe e sulla schiena. E poi calci e ancora calci anche contro chi è già steso a terra. Qualche detenuto viene trascinato come fosse un capo di bestiame''. Si tratta, continua Cartabia, "di un tradimento anche dell'alta funzione assegnata al Corpo di Polizia Penitenziaria, sempre in prima fila nella fondamentale missione - svolta ogni giorno con dedizione da migliaia di agenti - di contribuire alla rieducazione del condannato". "Di fronte a fatti di una tale gravità non basta una condanna a parole. Occorre attivarsi - aggiunge la Guardasigilli - per comprenderne e rimuoverne le cause. Occorre attivarsi perché fatti così non si ripetano".

Le immagini delle violenze in carcere (Ansa)

Sono già 52 gli indagati sospesi, come annunciato dal ministero della Giustizia: "l Dap - aggiunge - sta valutando ulteriori provvedimenti anche nei confronti di altri indagati, non destinatari di iniziative cautelari, e ha disposto altresì un'ispezione straordinaria nell'Istituto del casertano, confidando nel pronto nulla osta dell'Autorità Giudiziaria". La ministra Cartabia ha anche fatto sapere di aver "chiesto un rapporto completo su ogni passaggio di informazione e sull'intera catena di responsabilità".

La vicenda, che "ci auguriamo isolata,  richiede "una verifica a più ampio raggio - sottolinea Cartabia -, in sinergia con il Capo del Dap, con il Garante nazionale delle persone private della libertà e con tutte le articolazioni istituzionali, specie dopo quest'ultimo difficilissimo anno, vissuto negli istituti penitenziari con un altissimo livello di tensione". "Oltre quegli alti muri di cinta delle carceri - ha concluso Cartabia - c'è un pezzo della nostra Repubblica, dove la persona è persona, e dove i diritti costituzionali non possono essere calpestati. E questo a tutela anche delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che sono i primi ad essere sconcertati dai fatti accaduti".