Martedì 23 Luglio 2024

Ambasciata Iraniana a Roma: telecamera montata sulla forca. Deputata Quartapelle: E' intimidazione

"Il governo italiano non tolleri questo sfregio e si faccia sentire con parole inequivocabili", scrive la dem in un tweet. Amnesty: “Gesto inaccettabile”

Roma, 29 maggio 2023 - "L'ambasciata iraniana a Roma ha montato una telecamera sopra una forca. Si tratta di una chiara intimidazione contro chi manifesta fuori dalla ambasciata. Il governo italiano non tolleri questo sfregio e si faccia sentire con parole inequivocabili". Lo scrive la deputata Pd, Lia Quartapelle, sui social network accompagnando il post con una fotografia della telecamera.

Un post al quale segue quello del senatore dem, Filippo Sensi: "Subito convocare l'ambasciatore. Intollerabile oltraggio. Manifestare. Questo orrore non è sopportabile", scrive Sensi.

E quello di Massimiliano Iervolino, Giulia Crivellini e Igor Boni, segretario, tesoriera e presidente di Radicali Italiani_ "Una telecamera appesa a una forca: è un'orribile intimidazione che sembra essere destinata a chi protesta davanti all'ambasciata iraniana di Roma. Tajani intervenga subito".

"L'uso liberticida che il regime iraniano fa della violenza - aggiungono in radicali - contro le giovani e i giovani che chiedono a gran voce libertà e democrazia arriva nella Capitale sotto forma di una forca in legno che sostiene una telecamera. Un inaccettabile richiamo alle impiccagioni e una minaccia per chiunque osi protestare. Siamo oltre ogni limite. Il ministro Tajani prenda provvedimenti al riguardo. Il nostro pensiero, come sempre, va a chi sta lottando anche mettendo a rischio la propria vita. Donna, vita, libertà!", concludono.

Alle reazione della politica si aggiunge la voce Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia: "Un gesto intimidatorio e inaccettabile, uno sfregio nei confronti di chi manifesta in favore dei diritti umani", ha detto Noury. "Questa installazione, che ho visto personalmente, affaccia su via Nomentana, di fronte al luogo dove in questi mesi hanno manifestato iraniani e iraniane della diaspora chiedendo la fine della repressione", ha aggiunto Noury. "Il messaggio è doppio: di intimidazione, perché con quella telecamera si riprendono i volti di chi manifesta; e di sfregio, perché viene ostentato provocatoriamente uno dei principali strumenti di repressione. Dal gennaio 2022 in Iran sono stati impiccati quasi 900 prigionieri, sette dei quali per aver preso parte alle recenti manifestazioni".