Il rientro in Italia di Cesare Battisti (Lapresse)
Il rientro in Italia di Cesare Battisti (Lapresse)

Roma, 19 gennaio 2019 - Sono trenta i terroristi latitanti che il governo italiano vuole assicurare alla giustizia come è stato per Cesare Battisti. Lo si apprende da fonti del Viminale, secondo cui l'elenco aggiornato dei nomi - 27 di sinistra e tre di destra - è sul tavolo del vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Dei trenta, 14 sono localizzati in Francia. 

Il governo italiano, su impulso di Salvini, è "pronto a passi ufficiali per chiedere collaborazione ai Paesi che stanno ospitando i latitanti. A partire da Parigi". L'obiettivo è - appunto - assicurarli alla giustizia italiana, come avvenuto per l'ex Pac. "Se serve, sono pronto a partire per Parigi per incontrare Macron, pur di riportare in Italia questi assassini", ha detto oggi lo stesso Salvini.

LA DOTTRINA MITTERRAND - La presenza in Francia della maggior parte dei terroristi degli anni di Piombo è frutto della cosiddetta 'dottrina Mitterrand', adottata nel 1982 dall'allora presidente socialista. Il capo dell'Eliseo del tempo si oppose a certi aspetti della legislazione anti-terrorismo approvata in Italia e soprattutto all'estradizione di persone imputate o condannate, ricercate per "atti di natura violenta ma d'ispirazione politica", concedendo in pratica il diritto d'asilo. La 'dottrina Mitterrand' è stata de facto abrogata nel 2002, sotto il governo di Jean-Pierre Raffarin, quando Paolo Persichetti è stato estradato dalla Francia.

Nei giorni scorsi la ministra francese per gli affari europei, Nathalie Loiseau, aveva dichiarato in un'intervista: "Se Salvini ha dei fascicoli sui latitanti ce li dia e saranno esaminati dalla giustizia, caso per caso. Con uno spirito di responsabilità e tenendo sempre a mente quanto sono stati dolorosi per l'Italia gli anni di piombo".